Crisi e procedure concorsuali

Rilevanza dello stato di liquidazione della societa’ appellata in materia di inibitoria

La recente ordinanza della Corte d’Appello di Roma del 27.11.2014 ha chiarito quale sia la rilevanza del requisito dell’insolvenza in cui versi una società appellata, ai fini della concessione dell’inibitoria di cui all’art. 283 c.p.c..

In particolare con l’ordinanza in parola il Collegio ha ritenuto che “ lo stato di liquidazione in cui versi la società appellata costituisce grave motivo rilevante ai fini dell’accoglimento dell’istanza formulata dall’appellante ai sensi dell’art.  283 c.p.c. di sospensione  dell’efficacia esecutiva o dell’ esecuzione della sentenza impugnata”.

A tale conclusione la Corte è giunta sulla scorta del riformulato disposto di cui  art. 283 c.p.c., operato  dalla Legge n. 80 del 2005, con la quale il legislatore ha da un lato attribuito al debitore la facoltà di proporre, insieme all’impugnazione principale o incidentale, l’istanza di sospensiva finalizzata all’inibizione delle azioni esecutive, ma ha per contro stabiliti precisi limiti: la “fondatezza”, in termini di verosimiglianza, dell’appello, ed il “potenziale  pregiudizio” derivante dall’esecuzione  o dalla sua sospensione.

La riforma del 2005 ha, altresì, precisato che i gravi motivi devono essere “fondati”, rendendo più perspicuo il contenuto precettivo della disposizione e maggiormente stringente il controllo che deve effettuare il giudice di seconde cure, prima di concedere la sospensione.

Ebbene, sulla scorta di tali premesse, con l’ordinanza de qua la Corte ha ritenuto di ravvisare nello stato di insolvenza in cui la società appellata versi, e che non impedisce affatto alla stessa, chiusa la procedura liquidatoria, di cancellarsi dal Registro delle Imprese, quella prevedibile difficoltà ad ottenere la restituzione delle somme, e dunque quel potenziale pregiudizio idoneo a contribuire a rendere insolvente la parte onerata, giustificandone, quindi,  la richiesta di inibitoria .

22 dicembre 2014

Luigia Cassotta – l.cassotta@lascalaw.com

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