Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Riflessioni sui requisiti di meritevolezza nel piano del consumatore

Nell’ambito dell’applicazione della legge n. 3 del 2012 sulla composizione della crisi da sovraindebitamento particolare rilevanza assume il provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 14 febbraio 2017, il quale mira ad indicare con chiarezza i presupposti necessari per accedere al c.d. “piano del consumatore”.

Dalla lettura della pronuncia in commento, si evince, infatti, che il debitore può accedere al piano del consumatore ed ottenere la riduzione dei propri debiti solamente nelle ipotesi in cui siano rispettati i requisiti di meritevolezza e di convenienza della proposta.

Valutazione questa che deve essere svolta dal Giudice secondo il suo prudente apprezzamento e tenendo in considerazione la “storia” stessa del debitore.

Nel caso di specie, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è stato chiamato a pronunciarsi sul piano del consumatore proposto da una debitrice “al fine di ripianare i debiti contrattati e conservare l’unico immobile di proprietà che rappresenta la dimora del debitore, nonché l’unica e prima casa ove se ed il proprio nucleo familiare vivono”.

Il Giudice adito ha, in tale sede, sottolineato che per l’ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento il debitore deve essere una persona capace di fare una valutazione presente e futura sulla propria capacità economica in rapporto con i debiti che assume.

In ragione di ciò, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha dichiarato inammissibile la domanda di ammissione alla procedura del piano del consumatore, ritenendo  che “la debitoria si configura di certo eccessiva rispetto alle risorse personali” e che “non risultano provate le cause che hanno determinato il ricorso al credito”.

A sostegno della propria decisione, il Tribunale Santa Maria Capua Vetere ha evidenziato da un lato che la debitrice al momento dell’assunzione delle obbligazioni poteva ragionevolmente valutare l’impossibilità di poterle adempiere e dall’altro che il piano proposto non faceva alcun riferimento alla concreta alternativa di procedere con la vendita dell’immobile di proprietà, la cui liquidazione avrebbe in realtà potuto coprire la totalità dell’esposizione debitoria.

Ne deriva, pertanto, che il piano del consumatore deve risultare valido “sia sotto il profilo del giudizio di meritevolezza che di convenienza”.

L’assenza anche di uno soltanto di tali requisiti sortisce un effetto paralizzante, imponendo al Giudice il diniego dell’omologa per insussistenza dei presupposti previsti dagli artt. 7, 8 e 9 della legge n. 3 del 2012.

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, III Sezione Civile, 14 febbraio 2017.

Maria Assunta D’Angelo – m.dangelo@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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