Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Rifiuto di trascrizione del Conservatore: natura del procedimento ex art. 745 c.p.c.

La Corte di Cassazione ha ribadito la natura non contenziosa del procedimento di cui all’art. 745 c.p.c., attivabile nel caso di rifiuto o ritardo del Conservatore ad eseguire le trascrizioni richieste.

Nel caso di specie, il Presidente del Tribunale di Lodi, accogliendo il ricorso proposto da una Banca, aveva ordinato al Conservatore dei Registri Immobiliari di procedere all’annotazione di una sentenza emessa dallo stesso Tribunale, condannando contestualmente l’Agenzia del Territorio al pagamento delle spese di lite.

L’Agenzia del Territorio, pertanto, ricorreva in Cassazione sostenendo unicamente l’illegittimità della condanna alle spese, trattandosi di procedimento di volontaria giurisdizione.

La Corte ha accolto il predetto motivo soffermandosi sulle peculiarità sottese all’istituto in esame.

In particolare, è stato posto in evidenza che l’art. 2674 c.c. dispone che il Conservatore dei Registri Immobiliari non può rifiutare o ritardare le trascrizioni richieste, ove ne ricorrano i presupposti. In caso di rifiuto, l’art. 113 bis disp. att. c.c. consente al soggetto interessato di avvalersi del procedimento ex art. 745 c.p.c..

Quanto alla natura di tale procedimento, dopo un primo orientamento secondo cui si sarebbe trattato di procedimento amministrativo – disciplinare, le Sezioni Unite, con sentenza n. 1973 del 1986, ne hanno sancito definitivamente il carattere giurisdizionale non contenzioso.

Nella sentenza in commento, la Suprema Corte, confermando il predetto orientamento, ha specificato che il procedimento di cui all’art. 745 c.p.c. presenta natura di procedimento di volontaria giurisdizione, dunque non contenzioso, non avendo ad oggetto la risoluzione di un conflitto di interessi ma il regolamento dell’interesse pubblico alla pubblicità immobiliare. Pertanto, non è possibile ravvisarsi una parte vittoriosa ed una parte soccombente né può procedersi alla condanna delle spese.

Cass., Sez. I, 20 luglio 2015, n. 15131 (leggi la sentenza)

Mirko La Caram.lacara@lascalaw.com

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