Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Rifiuto dell’atto da parte della cancelleria: il deposito telematico è tempestivo

È importante la questione esaminata dalla Corte di Cassazione perché offre una nuova occasione per riflettere su di un tema assai dibattuto in dottrina e giurisprudenza in merito al ruolo delle varie ricevute PEC recapitate all’avvocato ai fini della tempestività del deposito telematico.

La II Sezione del Supremo Collegio, con l’ordinanza n. 19796 del 12 luglio 2021, sancisce il principio di diritto secondo cui il deposito con modalità telematiche si ha per avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della Giustizia e il deposito è tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna è generata entro la fine del giorno di scadenza.

La funzione della terza e dalla quarta ricevuta trasmesse via PEC e riguardanti, rispettivamente, l’esito dei controlli automatici e di quelli manuali effettuati dalla cancelleria dell’ufficio giudiziario, non condiziona la perfezione dell’effetto giuridico di deposito dell’atto, ma solo il caricamento di esso nel fascicolo telematico e la sua visibilità dalle altre parti del processo.

Da ciò deriva che l’eventuale esito negativo dei successivi controlli telematici e manuali non fa venir meno tale effetto, ma determina al più la necessità di rinnovare la trasmissione delle buste telematiche contenenti l’invio dell’atto stesso o dei suoi allegati.

Pertanto, eventuali difficoltà di accettazione da parte della cancelleria o anche il deposito su un ruolo errato non hanno alcun riflesso sulla tempestività del deposito stesso, che al più va ripetuto.

Un orientamento simile ha indubbiamente il merito di semplificare il quadro processuale, evitando le lungaggini procedurali connesse all’eventuale necessità di depositare un’istanza di rimessione in termini o evitando ingiuste decadenze in caso di meri errori materiali commessi dall’avvocato.

Cass., Sez. VI, 12 luglio 2021, n. 19796

Katia Lorenzano – k.lorenzano@lascalaw.com

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