Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Riduzione del pignoramento e tutela dei creditori senza titolo

“Il Giudice deve tenere in considerazione, in seguito alla richiesta di riduzione del pignoramento da parte dei debitori esecutati, che i beni sui quali deve essere mantenuto il pignoramento immobiliare devono essere in grado di garantire sia il diritto all’attribuzione immediata, sia il diritto all’accantonamento delle somme ricavate dalla vendita, afferente anche ai creditori intervenuti senza titolo.”

Questo il principio espresso dal Tribunale di Ancona con una recente ordinanza.

Nel caso in commento, la Banca interveniva, senza titolo, nella procedura esecutiva immobiliare instaurata nei confronti dei debitori esecutati i quali successivamente, all’udienza di comparizione, disconoscevano il credito vantato dalla Banca intervenuta formulando istanza per la riduzione del pignoramento.

La Banca, di contro, proponeva istanza di accantonamento della somma di cui all’atto di intervento, avendo ottemperato alle prescrizioni di cui all’art. 499 co. 6 c.p.c.

L’art.499 c.p.c., sesto comma, stabilisce che “i creditori intervenuti i cui crediti siano stati viceversa disconosciuti dal debitore hanno diritto, ai sensi dell’articolo 510, terzo comma, all’accantonamento delle somme che ad essi spetterebbero, sempre che ne facciano istanza e dimostrino di avere proposto, nei trenta giorni successivi all’udienza di cui al presente comma, l’azione necessaria affinché essi possano munirsi del titolo esecutivo”.

L’Istituto di credito, infatti, nel caso di specie, otteneva decreto ingiuntivo in danno dei debitori esecutati, da questi ultimi poi opposto, e provvedeva a depositare tale titolo nell’ambito della procedura esecutiva immobiliare.

Il Giudice chiamato a decidere sulle istanze avanzate dalle parti, in primo luogo, ha ritenuto meritevole di accoglimento l’istanza di accantonamento avanzata dalla Banca in quanto tale creditore, la cui pretesa è stata disconosciuta dai debitori, ha dimostrato di aver proposto l’azione necessaria a conseguire un titolo esecutivo in ossequio a quanto previsto dall’art. 499 c.p.c., comma sesto.

Con riferimento, invece, alla domanda di riduzione del pignoramento avanzata dai debitori, il Giudicante ha ritenuto non sussistenti nel caso di specie i presupposti per concedere la suddetta istanza. Del resto, tale domanda, prosegue il Giudice, può trovare accoglimento soltanto qualora i beni su cui deve permanere l’effetto vincolante del pignoramento sono in grado di garantire sia il diritto all’attribuzione immediata, sia il diritto all’accantonamento delle somme ricavate dalla vendita (per i creditori intervenuti senza titolo).

Al fine di individuare “la misura del pignoramento” è necessario analizzare alcuni fattori quali: i) il fisiologico deprezzamento dei beni che si verifica all’esito dei ribassi in sede di liquidazione; ii) le quote di proprietà oggetto di pignoramento. Nella fattispecie in esame, oltre al deprezzamento fisiologico dei beni a seguito dei ribassi in sede d’asta, la maggior parte dei lotti non risultava di piena proprietà dei debitori esecutati ma in comproprietà con altri soggetti.

Per tali ragioni, in conclusione, il Giudice ha rigettato l’istanza di riduzione del pignoramento depositata dai debitori esecutati.

Trib. Ancona, Ord., 28 maggio 2020

Margherita Vismara – m.vismara@lascalaw.com

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