Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Ricorso per decreto ingiutivo e foro del consumatore

Anche nel ricorso per decreto ingiuntivo sussiste l’esigenza di rilevare ex officio il foro del consumatore.

Il decreto qui in commento è stato emesso dal Tribunale di Milano nella persona del Giudice Dr. Buffone.

La pronuncia, ancorché risalente al 28.05.2015, non deve essere trascurata nella misura in cui mette in evidenza i poteri del Giudice in punto di rilevabilità dell’incompetenza territoriale qualora il ricorso per decreto ingiuntivo sia depositato in un foro diverso da quello inderogabile del consumatore.

In particolare, il magistrato ha aggiunto un ulteriore ed importante tassello nel panorama giurisprudenziale che gravita attorno ai citati procedimenti sommari, coniugando la competenza territoriale con le disposizioni di cui al Codice del Consumo e, soprattutto, con le esigenze di razionalità del contenzioso.

Il presupposto logico-fattuale dell’iter argomentativo seguito dal Tribunale è ravvisabile del seguente assunto: nel caso dell’ingiunto, sussiste l’esigenza (della rilevabilità ex officio, al fine) di non imporre una onerosa costituzione in giudizio solo per far valere la violazione di norme attinenti all’individuazione del giudice (atteso il pregiudizio che, altrimenti, ne deriverebbe”.

Ragionando in questi termini, quindi, sussiste il potere/dovere dell’Organo Giudicante  Giudice di rilevare d’ufficio l’eventuale incompetenza per territorio del Tribunale adito dalla parte con ricorso per decreto ingiuntivo, “senza necessità di un atto di impulso del consumatore stesso (non compatibile con la struttura del monitorio, almeno nella fase di presentazione della richiesta d’ingiunzione al giudice)”.

In tale fase del procedimento, l’incompetenza territoriale è rilevabile d’ufficio solo ove tale “potere [sia] esercitato a tutela del consumatore, per la cui protezione giustifica l’attività officiosa del Tribunale”.

Da ultimo, il magistrato osserva che “le norme processuali interne (art. 647 c.p.c.) devono essere interpretate in conformità alla consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE ove è ricorrente l’affermazione che la natura abusiva di una clausola inserita in un contratto stipulato tra un professionista e un consumatore consente al giudice investito di una domanda d’ingiunzione di pagamento di esaminare d’ufficio la clausola stessa, anche  in assenza di opposizione proposta dal consumatore (sentenza Banco Español de Crédito, C 618/10, EU:C:2012:349, punto 1 del dispositivo)”.

Ragion per cui, il ricorso è stato ritenuto meritevole di rigetto.

Inevitabile evidenziare la straordinaria capacità di trovare l’esatto punto d’incontro tra esigenze di razionalità e diritto, sia esso processuale che sostanziale.

Pamela Balducci p.balducci@lascalaw.com

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