La rivincita del promissario acquirente

Il ricorso non è inammissibile se la copia notificata manca di una o più pagine

La mancanza, nella copia notificata del ricorso per cassazione (il cui originale risulti ritualmente depositato nei termini), di una o più pagine, ove impedisca al destinatario la completa comprensione delle ragioni addotte a sostegno dell’impugnazione, non comporta l’inammissibilità del ricorso, ma costituisce un vizio della notifica di tale atto, sanabile con efficacia ex tunc mediante la notifica di una copia integrale del ricorso, su iniziativa dello stesso ricorrente o entro un termine fissato dalla Corte di Cassazione, salva la possibile concessione a quest’ultimo di un termine per integrare le sue difese.
E ancora
L’appello proposto dinanzi ad un giudice diverso da quello indicato dall’art.341 cod. proc. civ. non determina l’inammissibilità dell’impugnazione, ma è idoneo ad instaurare un valido rapporto processuale, suscettibile di proseguire dinanzi al giudice competente attraverso il meccanismo della translatio iudicii, sia nell’ipotesi di appello proposto dinanzi ad un giudice territorialmente non corrispondente a quello indicato dalla legge, sia nell’ipotesi di appello proposto dinanzi a un giudice di grado diverso rispetto a quello dinanzi al quale avrebbe dovuto essere proposto il gravame.
Questi sono i principi di diritto affermati dalla Suprema Corte di Cassazione sez. Unite Civili con la sentenza n. 18121 depositata in data 14.09.2016.
La fattispecie esaminata dalla Corte di Cassazione trae origine da un giudizio promosso da un condominio volto a sentir dichiarare contraria al regolamento condominiale la trasformazione d’uso di uno degli immobili ad esso appartenenti, e per l’effetto l’illegittimità degli interventi eseguiti senza previa autorizzazione. Il Tribunale di Milano adito accoglieva la domanda e condannava la proprietaria dell’immobile e la società che gestiva l’attività al risarcimento dei danni in favore del condominio. La società convenuta proponeva appello. individuando l’Ufficio Giudiziario competente sulla scorta dell’art 30 bis c.p.c. nella Corte d’appello di Brescia, in quanto parte attiva del giudizio di I grado sarebbe stato un condomino, magistrato presso il Tribunale di Milano. L’appello veniva dichiarato inammissibile in quanto la Corte territoriale adita riteneva che non vi fosse alcun elemento da cui poter desumere che il magistrato indicato dall’appellante potesse considerarsi parte del giudizio. La società proponeva quindi ricorso per cassazione, mentre il condominio resisteva con controricorso eccependo l’inammissibilità del ricorso in quanto la copia ad esso notificata era priva di tutte le pagine pari.
Il giudizio veniva rimesso, poi, alle Sezioni Unite in quanto vi erano contrasti giurisprudenziali su due questioni rilevanti ai fini della decisione.
Con il primo principio di diritto enunciato la Suprema Corte ha risolto il contrasto giurisprudenziale in ordine alle conseguenze processuali derivanti dalla mancanza di una o più pagine nella copia notificata dell’atto di impugnazione, la quale abbia impedito al destinatario la piena comprensione dell’atto e, quindi, menomato il suo diritto di difesa.
Orbene, secondo la Suprema Corte si tratta, di stabilire in concreto se tale vizio infici direttamente la validità dell’atto – come presuppone la giurisprudenza maggioritaria nel farne ridiscendere l’inammissibilità dell’impugnazione – ovvero la sua notificazione – come ritenuto, invece, dall’indirizzo minoritario, che di conseguenza sostiene l’applicabilità del disposto dell’art. 291 c.p.c. in tema di rinnovazione della notificazione nulla, ovvero la possibilità di concessione di un termine per integrare la difesa, nel caso di costituzione della parte che ha ricevuto la notifica incompleta.
La Suprema Corte ha ritenuto di aderire all’orientamento minoritario, in quanto lo stesso coincide manifestamente sia con l’affermazione, più volte ricorrente nella giurisprudenza, secondo cui, ai fini del riscontro degli atti processuali, deve aversi riguardo agli originali e non alle copie, sia con la diversa conclusione in caso di notifica di un provvedimento giudiziario incompleto, allorché si afferma senza esitazione la sussistenza di un mero vizio della notificazione e non del provvedimento.
Con il secondo principio di diritto invece la Suprema Corte ha risolto il contrasto circa l’applicabilità o meno del principio della translatio iudicii in caso di impugnazione proposta dinanzi a giudice incompetente.
A tal proposito, le Sezioni Unite ritengono che il contrasto debba essere composto privilegiando l’interpretazione favorevole all’applicabilità della regola della translatio iudicii anche in grado di appello non solo nell’ipotesi di erronea individuazione del giudice territorialmente competente, ma anche in quella di erronea individuazione del giudice competente per grado.

Cass., Sez. Un., 14 settembre 2016, n.18121

Arianna Corsaroa.corsaro@lascalaw.com

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