Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Il ricorso per la dichiarazione di fallimento dell’impresa individuale va notificato personalmente all’imprenditore

Con la recente sentenza in commento, è stato confermato l’ormai granitico orientamento della Corte di Cassazione in tema di notificazione ex art. 15 comma 3° l.f. nel caso in cui la fallita rivesta la forma di impresa individuale.

Nel caso de quo, il ricorrente – titolare dell’impresa individuale – ha impugnato la sentenza resa dalla Corte di Appello di Roma, reiettiva del reclamo da questi promosso ai sensi dell’art. 18 l.f. avverso la sentenza dichiarativa di fallimento emessa dal Tribunale di Roma.

Dispiegando un triplice ordine di motivi a fondamento dell’impugnazione, il ricorrente ha denunciato – tra gli altri – l’incompetenza territoriale del Tribunale di Roma a decidere sul ricorso, asserendo che la effettiva sede legale fosse stata trasferita nella circoscrizione di competenza del Tribunale di Tivoli. Conseguentemente, ha rilevato l’invalidità della notifica del ricorso effettuata ai sensi dell’art. 15 comma 3° l.f. presso la presunta sede legale.

Stante l’innegabile connessione logico-giuridica intercorrente tra i due motivi avanzati, la Suprema Corte ha provveduto a fornirne un’analisi congiunta.

Partendo dai fatti del giudizio, è stato rilevato come non sia stata in alcun modo oggetto di contestazioni la circostanza per cui il ricorso – in mancanza di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata – è stato notificato presso la sede legale della società (i.e., in Roma), quale risultante dalla visura aggiornata.

Parimenti incontestato, poi, è il fatto che, al momento della consegna, il titolare dell’impresa individuale (i.e., il ricorrente) si è rifiutato di ricevere copia del ricorso, asserendo che la sede della società non fosse più ubicata in loco.

Alla luce di tali rilievi fattuali, la Corte ha avuto modo di ribadire il costante orientamento, a mente del quale “la notifica del ricorso introduttivo di un procedimento prefallimentare a carico di un’impresa individuale, con il pedissequo decreto di sua convocazione ex art. 15 L. fall., è ritualmente eseguita nei confronti della persona fisica dell’imprenditore, secondo le regole di cui agli artt. 138 c.p.c. e s.s., attesa la totale identificazione esistente tra quest’ultimo e l’impresa” (cfr., in tal senso, ex multis, Cass. civ. sez. VI, sent. n. 17499 del 02.09.2015; Cass. civ. sez. III, sent. n. 2814 del 10.03.2000).

Il Giudice di legittimità, rinvenendo un ulteriore profilo, ha rilevato che, nel momento in cui l’efficacia delle regole di cui agli artt. 138 c.p.c. e ss. viene estesa alla notifica ex art. 15 comma 3° l.f., nei confronti del rifiuto operato dall’imprenditore trova applicazione la presunzione legale di cui all’art. 138 comma 2° c.p.c. Di talché, avendo il destinatario rifiutato di ricevere l’atto, la notificazione è considera perfezionata in mani proprie.

Cass., Sez. VI, 03 febbraio 2020

Linda Frisoni Bianchi – l.frisoni@lascalaw.com

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