A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Ricorso ex art. 696-bis c.p.c.: il Foro romano conferma l’inammissibilità

Un’ulteriore interessante pronuncia del Tribunale di Roma, ottenuta dallo Studio in un procedimento ex art.  696-bis (Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite), consolida l’orientamento territoriale che assume l’inammissibilità di tale strumento processuale, ove attenga all’asserita applicazione di tassi usurari nei contratti di mutuo.

Il tema è più che mai attuale, rilevato anche il sempre più frequente utilizzo di tale strumento processuale da parte dei correntisti e mutuatari.

Ciò che il provvedimento rileva, e che va condiviso con particolare favore, è la complessità della materia trattata, la quale non si riduce ad un semplice ricalcolo delle entità contabili attinenti ad un rapporto di mutuo, ma bensì necessita di una preventiva istruttoria e – soprattutto – della conseguente presa di posizione su alcuni temi di diritto cruciali da parte del Giudicante.

Specificamente, il Giudice Dott. Alfredo Landi, con l’Ordinanza di rigetto del 20 febbraio 2017, ha affermato che: “che compito del consulente tecnico è di descrivere, verificare, e valutare i dati in suo possesso relativi ai fatti oggetto della controversia sussistente tra le parti, essendo rimesso solo al giudice decidere questioni di diritto e stabilire la rilevanza giuridica di tali fatti e dichiarare se essi integrino la fattispecie di un diritto soggettivo;

che, pertanto, non può nominarsi un consulente tecnico ai sensi dell’art. 696-bis c.p.c., al quale demandare la soluzione di questioni giuridiche controverse tra le parti e che necessitano, invece, l’espletamento di un’istruttoria svolta con le forme e garanzie di un procedimento ordinario di

che, del pari, non può farsi ricorso allo strumento processuale in esame quando la materia del contendere ha per oggetto la sussistenza stessa dell’inadempimento o del fatto illecito, richiedendo la soluzione di questioni giuridiche complesse o l’accertamento di fatti che esulino dall’ambito delle indagini di natura tecnica, e non già unicamente le conseguenze, da valutarsi secondo un apprezzamento che postula, cognizioni unicamente tecniche di tale inadempimento o fatto illecito (Trib. Varese, 14 maggio 2010);

che, nel caso di specie, le allegazioni di parte ricorrente non riguardano questioni di natura strettamente contabile, ma sono incentrate esclusivamente su questioni di natura giuridica e segnatamente sulla corretta interpretazione della normativa per la determinazione dei criteri per il calcolo del TAEG/ISC e delle conseguenze in caso di una non corretta comunicazione dei predetti indicatori di costo;

che infatti la richiesta di accertare quale sia l’ISC effettivamente applicato dalla banca al rapporto di mutuo implica una scelta sulla metodologia di calcolo e sulle singole voci di costo da computare; che, parimenti, la richiesta di sostituire (nel caso di difformità tra l’ISC indicato in contratto e l’ISC effettivo) il tasso di interesse convenzionale con il tasso di interesse legale previsto dall’art. 117 TUB presuppone una valutazione giuridica sulla validità della clausola contenente una errata indicazione dell’ISC e sulle conseguenze di una eventuale invalidità;

che la risoluzione di tali questioni, di carattere prettamente giuridico, non può essere devoluta al consulente tecnico, né può essere oggetto del procedimento di accertamento ex art. 696 bis c.p.c., dovendo dette valutazioni essere necessariamente oggetto dell’eventuale procedimento di merito ove, nel contraddittorio delle parti, potranno essere indicati al CTU i criteri da seguire per formulare conteggi conformi alla legge;

che, pertanto, non si ravvisa un concreto ed attuale interesse dei ricorrenti ad agire con lo strumento previsto dall’art. 696 bis c.p.c., posto che l’eventuale composizione della lite non dipende dalla correttezza dei conteggi richiesti dai ricorrenti, ma da valutazioni di natura strettamente giuridica necessarie per individuare i criteri attraverso i quali procedere al calcolo del TAEG/ISC e per stabilire quali siano le conseguenze dell’errata indicazione dell’ISC;”

Con tale motivazione, il Giudicante ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso ex art. 696-bis, compensando le spese di giudizio tra le parti.

Giovanni Prestipino – g.prestipino@lascalaw.com

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