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Ricorso in cassazione: se non è depositato l’iscrizione a ruolo mi ha salvato!

In caso di ricorso per Cassazione lo stesso è da considerarsi improcedibile ai sensi dell’art. 369 c.p.c. nel caso in cui il ricorrente abbia omesso di depositare il ricorso stesso e gli altri atti prescritti dal testo della norma in commento.

Nel caso in cui il ricorso manchi dei prescritti elementi la controparte alla quale sia stato notificato il ricorso ha la facoltà di chiederne comunque l’iscrizione a ruolo al solo fine di farne dichiarare l’improcedibilità.

Il principio in commento è stato di recente oggetto di un’ordinanza della Suprema Corte; nel caso di specie il giudice del lavoro di Messina aveva rigettato la domanda proposta da una lavoratrice al fine di ottenere un risarcimento dal comune per l’asserito danno derivante a questa dall’illegittimo rinnovo del contratto di lavoro nella modalità  part-time riferito a lavori socialmente utili.

Alla lavoratrice, infatti, era stata confermata la proroga anche dopo la scadenza annuale del contratto per un ulteriore anno.

Il giudice d’Appello confermava la decisione del primo giudice e la lavoratrice ha proposto ricorso per Cassazione.

Il giudice di ultimo grado evidenzia nella sua pronuncia che il ricorso sarebbe improcedibile ai sensi dell’art. 369 c.p.c. in quanto l’attore avrebbe omesso di depositare il ricorso e gli altri atti prescritti dalla norma.

La pronuncia in esame si spinge, però, oltre, riconoscendo al convenuto la possibilità di chiedere l’iscrizione a ruolo di un simile ricorso carente degli elementi richiesti dalla norma di riferimento al solo fine di ottenere una pronuncia di improcedibilità.

In base al ragionamento della Corte, infatti, questa possibilità rientra nel generale principio del contraddire contenuto nell’art. 370 c.p.c. ed una simile iniziativa non è fine a sé stessa, come potrebbe apparire in prima battuta, ma si giustifica dell’interesse della parte controricorrente al recupero delle spese e ad evitare che il ricorrente possa riproporre il ricorso  nel caso in cui il termine per l’impugnazione non sia ancora decorso.

Cass. Civ., Sez. VI, 25 febbraio 2020 n. 4917

Andrea Asnaghi – a.asnaghi@lascalaw.com

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