Sede legale, sede reale, qual è la notifica più rituale?

Ricorso per Cassazione, attenti alla sottoscrizione

La Suprema Corte si è nuovamente pronunciata sul tema dell’inesistenza giuridica del ricorso per cassazione mancante della sottoscrizione del difensore, dichiarando inammissibile l’impugnazione svolta.

Nel caso di specie, l’Agenzia dell’Entrate proponeva ricorso per cassazione avverso il provvedimento emesso dalla Commissione Tributaria regionale. Il ricorso, così come tutte le copie dello stesso presenti nel fascicolo del procedimento, risultavano prive della sottoscrizione del difensore dell’Agenzia dell’entrate. Questa mancanza non è sfuggita alla società resistente che, con memoria scritta, eccepiva l’inammissibilità del ricorso per cassazione per assenza della sottoscrizione dell’Avvocato di parte ricorrente.

Con la pronuncia in esame, la Suprema Corte ha esteso in via analogica ( ma invero, a ben vedere, tale principio è sussumibile già dal tenore letterale dell’art. 365 c.p.c, che prevede l’inammissibilità del ricorso “diretto alla Corte” privo della sottoscrizione dell’”avvocato iscritto nell’apposito albo”) la disposizione di cui all’art. 161 c.p.c. che sancisce al secondo comma l’inesistenza della sentenza priva della sottoscrizione del giudice.

Tale norma, ha precisato la Cassazione, è estensibile a tutti gli atti processuali privi di sottoscrizione, ad esempio al ricorso, come nel caso specifico, mancante della sottoscrizione dell’avvocato.

Più in particolare, richiamando la giurisprudenza precedente (cfr. Cass. S.U. n. 11632/2003 e Cass. n. 4078/1986), la S.C. ha precisato che l’inesistenza del ricorso consegue al difetto di sottoscrizione dell’avvocato sull’originale dell’atto introduttivo, non rilevando l’eventuale difetto di sottoscrizione in altre copie come ad esempio quella destinata al soggetto notificato (salvo l’ipotesi dell’assoluta incertezza sull’identità della parte e del difensore).

Nel caso di specie, è emerso come non soltanto le copie presenti nel fascicolo, ma anche l’originale dell’atto introduttivo fossero prive di sottoscrizione, motivo per cui i giudici di legittimità hanno statuito l’inammissibilità del ricorso con conseguente condanna alle spese a carico della ricorrente.

Cass., Sez. V, tributaria, 06 febbraio 2019, n. 3379

Jessica Cammarano – j.cammarano@lascalaw.com

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