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Richieste istruttorie: se non reiterate, si intendono rinunciate

All’udienza di precisazione delle conclusioni dovranno essere reiterate le richieste istruttorie se già rigettate dal giudice; diversamente, le stesse si intenderanno rinunciate, con conseguente impossibilità di riproporle in appello, anche in considerazione dell’inammissibilità del richiamo ai precedenti scritti difensivi.

Nel caso de quo, il Tribunale di Torino, in continuità con quanto già affermato dalla Corte di Cassazione (Cass. civ. Sez. III, 03 agosto 2017, ordinanza n. 19352), in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ha ritenuto che parte attrice avesse rinunciato alle istanze istruttorie, nello specifico ammissione di CTU, avanzate con la memoria ex art. 183 comma 6, n. 2, ma dalla stessa non reiterate al momento della precisazione delle conclusioni.

Infatti, con riguardo alle deduzioni istruttorie, nelle proprie conclusioni definitive la parte attrice opponente si limitava a riprodurre quando indicato genericamente in citazione: “previa ammissione dei mezzi di prova che si renderanno necessari ad esito delle eventuali difese avversarie ad integrazione di quelli documentali già offerti, riservata comunque ogni più opportuna deduzione, produzione ovvero istanza nei termini di rito che sin da ora se ne chiede la concessione”, senza reiterare tale istanza nelle proprie conclusioni definitive.

Il Giudice adito, con il provvedimento in commento ha dunque ribadito l’importanza assunta dall’atto di precisazione delle conclusioni che risiede nel fatto che, in ossequio al principio del contraddittorio, ciascuna parte ha l’esigenza di conoscere la formulazione definitiva e non più mutabile delle posizioni assunte dalle altre parti.

Le richieste istruttorie dovranno, quindi, intendersi rigettate qualora, anche se richieste in sede istruttoria, non vengano reiterate alla precisazione delle conclusioni. Non sarà neppure sufficiente il richiamo generico al contenuto dei precedenti atti difensivi atteso che la precisazione delle conclusioni deve avvenire in modo specifico, coerentemente con la funzione sua propria di delineare il thema decidendum sottoposto al giudice, nonché di porre la controparte nella condizione di prendere posizione in ordine alle richieste, istruttorie e di merito, definitivamente proposte.

In ossequio a tale orientamento, pertanto,, laddove il giudice istruttore, decidendo sulle istanze istruttorie proposte dalle parti, non ne prenda in considerazione alcune, la mancata reiterazione alla precisazione delle conclusioni, assume la valenza di rinuncia e non potrà essere riproposta in sede di impugnazione.

Tribunale di Torino, 7 gennaio 2019, n. 29 

Ludovica Di Lieto – l.dilieto@lascalaw.com

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