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Ricerca telematica dei beni da pignorare: ancora incertezza sull’accesso

Con il decreto legge  n. 132/2014 viene novellato il codice di procedura civile e viene prevista la possibilità per il creditore munito di titolo esecutivo, che abbia già provveduto alla notifica del precetto, di chiedere al Presidente del Tribunale autorizzazione affinchè l’Ufficiale Giudiziario possa accedere alle banche dati pubbliche  al fine di conoscere il patrimonio del debitore.

L’art. 155- quater disp. att. c.p.c. specifica che l’accesso, con modalità telematiche, da parte degli Ufficiali Giudiziari dovrà avvenire, in primo luogo, attraverso quella che il codice dell’amministrazione digitale definisce “cooperazione applicative”.

Per la realizzazione di tale modalità è necessario, però, che l’Agenzia per l’Italia digitale definisca gli standard di comunicazione.

L’accesso, in assenza di “cooperazione applicativa” potrà avvenire “previa stipulazione di una convenzione finalizzata alla fruibilità informatica dei dati, sentito il Garante per la protezione dei dati personali”.

Il legislatore, con l’art. 155-quinquies ipotizza anche che gli uffici degli Ufficiali Giudiziari possano non essere dotati di strumenti necessari ovvero che possa servire del tempo per i decreti attuativi e/o per la stipula delle convenzioni.

Quando le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’Ufficiale Giudiziario alle banche dati di cui all’art. 492-bis c.p.c. e quelle individuate con il decreto di cui all’art. 155-quater, primo comma non sono funzionati, il creditore, previa autorizzazione a norma dell’art. 492-bis c.p.c. può ottenere dai gestori delle banche dati previste dal predetto articolo e dall’art. 155-quater delle disposizioni di attuazione del c.p.c. le informazioni in esse contenute.

Tali disposizioni normative sono state diversamente interpretate.

Il Tribunale di Potenza, con decreto n. 1633/16, rigettava l’istanza 492 – bis c.p.c., avanzata dal creditore, al fine di ottenere autorizzazione alla ricerca telematica dei beni da pignorare.

Con tale decreto il sopra citato Tribunale afferma che, ai sensi dell’art. 155- quater disp. att. c.p.c., sino a quando non sono definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale gli standard di comunicazione e le regole tecniche di cui al comma 2 dell’art. 59 dlgs. 7 marzo 2005, n. 82 ed in ogni caso , quando l’amministrazione che gestisce la banca dati  o il ministero della Giustizia non dispongono dei sistemi informatici, l’accesso è consentito previa stipulazione di una convenzione finalizzata alla fruibilità informatica dei dati.

Un orientamento diverso è stato invece seguito dal Tribunale della Spezia il quale prevede che in attesa dei decreti attuativi previsti dall’art. 155-quater  disp. att. c.p.c. il creditore, previa autorizzazione del Presidente del Tribunale, possa ottenere dai gestori delle banche dati previste  dall’art. 492-bis c.p.c. e 154-quater disp. att. c.p.c. le informazioni nelle stesse contenute.

Maria Carforam.carfora@lascalaw.com

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