Attento a come quereli, il falso va provato!

Riattivazione del processo di notificazione, attenzione agli incidenti di percorso

E’ necessaria la tempestiva riattivazione del procedimento notificatorio, nell’ipotesi in cui la notifica di un atto processuale, da effettuarsi entro un termine perentorio, si concluda negativamente a causa di circostanze non imputabili al richiedente.

In particolare la Suprema Corte, con l’ordinanza in commento, richiamando il consolidato orientamento delle Sezioni Unite, ha precisato che il notificante, per conservare gli effetti processuali collegati alla prima richiesta di notifica  “deve svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento, senza superare il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall’art.325 c.p.c., salvo circostanze eccezionali di cui sia data prova rigorosa”.

La problematica viene affrontata dalla Corte di Cassazione, in via preliminare, nel corso del giudizio instaurato avverso una sentenza della Corte di Appello, con la quale veniva dichiarata la nullità del giudizio di primo grado e l’improcedibilità del giudizio di appello per difetto di integrazione del contraddittorio.

In particolare, i controricorrenti sollevavano l’eccezione di inammissibilità del ricorso in Cassazione,  perché notificato oltre il termine di un anno dalla data di pubblicazione della sentenza di appello, e dunque ritenuto tardivo.

Invero, come accertato dalla Suprema Corte la ricorrente aveva eseguito una prima notifica del ricorso al procuratore costituito, che aveva avuto esito negativo, omettendo poi di attivarsi tempestivamente per una seconda notifica alle parti personalmente, seppur in assenza di circostanze straordinarie che potessero giustificare il rallentamento del processo notificatorio.

Infatti, come osservato dalla Corte di Cassazione, a seguito della eccezione di tardività, la ricorrente non aveva fornito alcuna prova di circostanze eccezionali che avessero impedito la riattivazione tempestiva del procedimento, quali ad esempio la difficoltà nelle ricerche anagrafiche, il cambiamento di residenza o altre situazioni idonee a rallentare il processo di notificazione.

Pertanto, la tardività della notifica e la mancanza della prova da parte dei ricorrenti della sussistenza di circostanze eccezionali, che da sole avrebbero impedito la riattivazione del procedimento nei termini, hanno determinato la dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione.

Cass., Sez. II Civ., 24 giugno 2019, ordinanza n. 16846

Alessandra Zacconi – a.zacconi@lascalaw.com

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