Crisi e procedure concorsuali

Revocatoria ordinaria e operazioni complesse: quali gli atti aggredibili?

L’art. 2901 del codice civile disciplina l’istituto dell’azione revocatoria ordinaria, sancendo che “Il creditore, anche se il credito è soggetto a condizione o a termine, può domandare che siano dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio coi quali il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni quando concorrono le seguenti condizioni:

1) che il debitore conoscesse il pregiudizio che l’atto arrecava alle ragioni del creditore o, trattandosi di atto anteriore al sorgere del credito, l’atto fosse dolosamente preordinato al fine di pregiudicarne il soddisfacimento;

2) che, inoltre, trattandosi di atto a titolo oneroso, il terzo fosse consapevole del pregiudizio, e, nel caso di atto anteriore al sorgere del credito, fosse partecipe della dolosa preordinazione.

Di recente il Tribunale di Milano ha avuto modo di ampliare la portata della norma disciplinando che, ricorrendone i requisiti, è altresì revocabile l’operazione posta in essere con più atti convergenti ad ottenere il medesimo risultato pregiudizievole per il creditore.

Il caso che ha occupato il Tribunale di Milano era stato promosso dai Curatori del Fallimento di una S.p.A.,  i quali convenivano l’istituto di credito con il quale erano intrattenuti rapporti di finanziamento e di conto corrente della fallita.

Al fine di meglio comprendere la fattispecie posta in esame è necessario precisare che la compagine della società fallita era esclusivamente composta da membri della medesima famiglia: padre, (socio e amministratore di fatto), madre (Amministratore Unico e proprietaria della maggioranza del capitale sociale) e dalla figlia.

Il fallimento esponeva che la società fallita, nell’agosto del 2008, aveva richiesto e ottenuto dalla Banca un mutuo fondiario garantito da ipoteca su immobili della società per Euro 2,7 milioni.

Nel novembre dello stesso anno la società ha richiesto e ottenuto dal medesimo istituto di credito un affidamento in conto corrente per la somma di Euro 500.000. La durata stabilita per l’affidamento era di circa un mese, periodo entro il quale la correntista avrebbe dovuto rimborsare la banca delle somme concesse. Rimborso che, però, non è avvenuto.

Pochi mesi dopo, nel febbraio del 2009, la Banca concludeva con uno dei soci (nella fattispecie la figlia della famiglia amministratrice della società) un nuovo contratto di mutuo garantito da ipoteca sia sui beni sociali che su beni in capo alla stessa socia mutuataria.

Due settimane dopo la concessione del mutuo ipotecario alla socia, la società ha estinto l’affidamento in conto corrente (si ricorda, non garantito) concesso nel novembre dell’anno precedente.

Dall’analisi dei fatti, come documentalmente provati da parte attrice, il Tribunale ha ritenuto pacifica l’illiceità dell’operazione dell’istituto di credito, il quale, probabilmente in vista della prossima insolvenza della società poi fallita,  ha concesso un nuovo mutuo ipotecario al fine esclusivo di estinguere il finanziamento non privilegiato precedentemente concesso e garantirsi così una posizione di vantaggio in pregiudizio agli altri creditori.

In conclusione il Tribunale si è poi allineato ad un precedente orientamento (Cass. n. 13404 del 2008) che ritiene che, in caso di operazioni revocabili ex art. 2901 c.c., il creditore agente potrà impugnare parimenti l’atto più economicamente significativo ovvero l’atto più evidentemente fraudolento, ottenendo comunque la revoca dell’intera operazione.

4 dicembre 2014

Manuel Deamici – m.deamici@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

La Cassazione torna ad esprimersi sulla questione del termine per insinuare al passivo i crediti sor...

Crisi e procedure concorsuali

Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Il Tribunale di Roma è tornato sul tema della prescrizione dei crediti ammessi a procedure concorsu...

Crisi e procedure concorsuali

Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Quando la società è in stato di liquidazione, sulla base di quali criteri il giudice deve effettua...

Crisi e procedure concorsuali

X