Crisi e procedure concorsuali

Revocatoria fallimentare: la banca deve riconoscere il bilancio di chi va verso il default

Cass., 30 luglio 2012, Sez. I, n. 13540

Massima: “In accoglimento della domanda proposta dalla procedura concorsuale devono essere revocati, per avere natura solutoria, i versamenti effettuati nel periodo sospetto sul conto corrente bancario della società poi fallita, dovendosi ritenere raggiunta la prova presuntiva della scientia decoctionis da parte della banca, rappresentando le gravi perdite emergenti dal bilancio insieme con l’oggetto dell’attività dell’impresa cliente due circostanze dotate dei caratteri di gravità, precisione e concordanza. ” (leggi la sentenza per esteso)

Recentemente la Cassazione Civile, con sentenza n. 13540 del 30 luglio 2012, confermando un orientamento già consolidato in giurisprudenza, si è pronunciata sulla revocabilità dei versamenti affluiti sul conto corrente dell’azienda poi fallita  nel cd “periodo sospetto”, stante la loro natura solutoria.

La Corte ha infatti chiarito che la banca, quale operatore professionale qualificato, ha il dovere di accorgersi, guardando il bilancio della società cliente, che l’impresa versa in gravi difficoltà e si avvia al completo dissesto economico.

Per la Corte costituisce elemento valido a fondare la prova presuntiva della scientia decoctionis in capo alla banca, in termini di gravità precisione e concordanza, la presenza di gravi perdite emergenti dal bilancio considerate unitamente all’oggetto dell’attività dell’impresa in crisi.

Ad avviso della Corte risulta poi inutile eccepire che la società godesse di un’apertura di credito se i documenti sono privi di data certa.

E’ doveroso precisare che i Giudici di legittimità hanno confermato tale orientamento sul presupposto che la banca non aveva contestato la tempestiva conoscenza dell’avvenuta pubblicazione del bilancio dando per pacifica, quindi, tale conoscenza.

(Laura Martone – l.martone@lascalaw.com)

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