Revocatoria 2901 c.c. e mediazione: nessuna obbligatorietà

Revocatoria 2901 c.c. e mediazione: nessuna obbligatorietà

Il Tribunale di Milano, nell’ambito di un’azione revocatoria seguita dallo Studio, si è pronunciato sul tema della procedibilità della domanda ex art. 2901 c.c. senza previo esperimento del tentativo di mediazione.

In particolare, il Giudice ha rigettato l’eccezione sollevata dal convenuto secondo cui la necessità di esperire il tentativo obbligatorio di mediazione sarebbe derivata dall’oggetto del giudizio: il contratto bancario per la cui tutela era stata esperita l’azione.

Il Tribunale di Milano, in persona del dr. Rossetti, ha, invece, stabilito che la necessità di esperire il tentativo di mediazione c.d. obbligatoria, prevista dall’art. 5, comma I, d.lgs. 28/2010, costituisce una condizione per l’esercizio dell’azione giudiziaria, altrimenti libero. Di conseguenza, l’elenco di materie contenuto nella norma deve essere interpretato restrittivamente. Ne deriva che l’azione revocatoria ex art. 2901 c.c., anche se giustificata da un contratto bancario, non deve essere preceduta dall’obbligo preliminare della mediazione riguardando una controversia in materia di conservazione della garanzia patrimoniale.

Nello specifico, il Giudicante ha stabilito che: “nel caso di specie il contratto bancario di cui si discute costituisce esclusivamente il titolo in virtù del quale l’attrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti della società (omissis), deve in ogni caso darsi seguito all’interpretazione fornita dalla maggioritaria giurisprudenza di merito (v. ad es. Trib. Pavia, sez. I, 26 ottobre 2011; Trib. Varese, 10 giugno 2011) secondo cui l’azione revocatoria non è relativa ad una controversia in materia di contratti bancari, essendo in quest’ambito inscrivibili le sole cause in sui si faccia discussione delle obbligazioni negoziali che dal contratto scaturiscono, ovvero ancora si metta in discussione la validità o efficacia della stipula. Esercitando l’azione ex art. 2901 c.c., invece, si attiva un mezzo di tutela del diritto di credito e, quindi, l’azione è relativa ad una controversia in materia di conservazione della garanzia patrimoniale. Non è possibile, poi, l’interpretazione analogica o estensiva dell’art. 5, comma 1 bis, d.lgs. n. 28 del 2010 atteso che la giurisprudenza costituzionale ha enunciato, ad esempio nella sentenza n. 403 del 2007, il principio generale per cui deve essere garantito l’accesso immediato alla giurisdizione ordinaria ed ha ammesso che questo può essere sì ragionevolmente derogato, introducendo forme di giurisdizione cd. condizionata tramite disposizioni di legge, le quali vanno però considerate “di stretta interpretazione

Tribunale di Milano, 03 aprile 2019, n. 3305

Francesca Fiorito – f.fiorito@lascalaw.com

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