Contratto preliminare e fallimento del promittente venditore

Revocabilità dell’ipoteca concessa a garanzia di debiti scaduti

L’adempimento di un debito scaduto, pur comportando una diminuzione della garanzia patrimoniale generale, non è soggetto a revoca, ai sensi dell’art. 2901, comma 3, c.c., perché, una volta che si siano verificati gli effetti della mora, costituisce atto dovuto. Tale ultima disposizione, invece, non si applica, né in via di interpretazione estensiva né per analogia, nel caso di concessione di ipoteca per debito già scaduto, atteso che si tratta di un negozio di disposizione patrimoniale che, essendo fondato sulla libera determinazione del debitore, è aggredibile con azione revocatoria ex artt. 2901 e 2902 c.c.

Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da una società avverso la sentenza n. 266/2018 della Corte d’Appello di Campobasso, che aveva dichiarato l’inopponibilità nei confronti degli attori, ai sensi dell’art. 2901 c.c., dell’atto con il quale la società debitrice aveva concesso a un altro creditore un’ipoteca di primo grado su alcuni beni immobili di proprietà della società.

La società istante, con due motivi di ricorso, denunciava la violazione e falsa applicazione dell’art. 2901 c.c., in quanto la decisione impugnata aveva erroneamente escluso che alla concessione di ipoteca a favore del terzo creditore potesse trovare applicazione il penultimo comma dell’art. 2901 c.c., nella parte in cui dispone che non è soggetto a revoca l’adempimento di un debito scaduto.

La Corte, nel dichiarare inammissibile detti motivi di ricorso, rilevava che la Corte d’Appello, nel ritenere non applicabile al caso di specie la norma invocata, si era correttamente allineata all’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, secondo cui la disposizione contenuta nel terzo comma dell’art. 2901 c.c. ha la sua ragione d’essere nella natura di atto dovuto della prestazione del debitore che adempia a un debito scaduto e non, come erroneamente rappresentato dal ricorrente, nell’assenza di una diminuzione della garanzia patrimoniale generale offerta dal debitore a tutti gli altri creditori.

Secondo la Suprema Corte, dunque, tale norma non è applicabile, né in via di interpretazione estensiva né in via analogia alla concessione di ipoteca a garanzia di un debito scaduto, che invece è un negozio di disposizione patrimoniale ed è quindi soggetto all’azione revocatoria ai sensi degli artt. 2901 e 2902 c.c.

Ne deriva che deve ritenersi soggetto ad azione revocatoria, ove concorrano le altre condizioni previste dalla legge, l’atto di concessione di garanzia ipotecaria a garanzia di un debito scaduto, atteso che la costituzione di tale garanzia non ha il connotato di doverosità che è proprio dell’adempimento (c.d. atto dovuto) e che giustificherebbe l’esclusione della revocatoria ai sensi del terzo comma dell’art. 2901 c.c. Si tratta, al contrario, di un atto dispositivo (non dovuto, ma) fondato sulla libera determinazione del debitore, il quale, attraverso la prestazione della garanzia, modifica la consistenza del proprio patrimonio, con conseguente rischio di compromissione delle pregresse ragioni degli altri creditori.

In conclusione, nella fattispecie in esame i Giudici di legittimità hanno rigettato integralmente il ricorso proposto, confermando la decisione della Corte d’appello di Campobasso che aveva accolto la domanda di revocatoria ex art. 2901 c.c. formulata da alcuni creditori della società ricorrente.

Cass., Sez. VI, 22 gennaio 2020

Eleonora Gallina – e.gallina@lascalaw.com

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