Crisi e procedure concorsuali

Revocabilita’ dell’assegnazione della casa familiare ai sensi dell’ art. 155 quater primo comma c.c. .

Trib. Udine, 17 giugno 2013 (leggi la sentenza per esteso)

Il Tribunale di Udine con sentenza del 17.06.2013 ha precisato che l’atto di assegnazione della casa familiare ai sensi dell’art. 155 quater, primo comma,  c.c. non è revocabile nel caso in cui l’assegnazione sia strettamente collegata  all’interesse del minore che vi risiede unitamente alla madre affidataria.

Con la sentenza in esame, il giudice adito ha rilevato che l’atto di assegnazione della casa familiare è revocabile solo nel caso in cui abbia costituito un diritto di abitazione perpetuo a favore del coniuge non fallito “andando a sostituire in tutto o in parte l’obbligo di mantenimento, eventualmente anche in assenza di figli minori o maggiorenni non autosufficienti, a regolamentazione esclusiva delle condizioni patrimoniali della separazione e dei rapporti fra i coniugi”.

In buona sostanza gli atti suscettibili di azione revocatoria, anche fallimentare ai sensi dell’art. 2901 cod. civ., devono avere un contenuto di disposizione  patrimoniale e devono, pertanto, comportare l’uscita del  bene o del credito dal patrimonio del debitore.

Non può essere, quindi, revocato l’atto di assegnazione ai sensi dell’art. 155 quater, primo comma,  c.c. che costituisce l’adempimento di un dovere imposto dalla legge ai genitori nei confronti dei figli quale il mantenimento, l’istruzione e l’educazione.

Nel caso di specie, infatti, l’assegnazione della casa familiare era stata disposta a favore del coniuge assegnatario del figlio minore e, quindi, nell’interesse principale dello stesso e non in funzione solutoria dell’obbligo di mantenimento (del minore o del coniuge stesso) che trovava autonoma disciplina tra le parti.

(Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com)

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