Accordo verbale di cessione quote di società futura

Revoca dell’amministratore di S.r.l. anche senza giusta causa, ma con risarcimento

Il Tribunale di Roma ha sancito che anche gli amministratori di una S.r.l. possono essere revocati senza giusta causa, in applicazione analogica di quanto espressamente prevede l’art. 2383, comma 3, c.c, per le Sp.A.; l’assenza di una giusta causa comporta tuttavia per la società un onere risarcitorio.

Occorre innanzitutto precisare che in tema di revoca degli amministratori di S.r.l., il legislatore ha disciplinato soltanto l’ipotesi di revoca giudiziale in caso di gravi irregolarità nella gestione della società attribuendo la legittimazione attiva a ciascun socio ex art. 2476 comma 3 c.c.. Tale articolo tuttavia non disciplina la revoca degli amministratori da parte dei soci.

Secondo l’orientamento maggioritario, la riconducibilità della S.r.l. nell’ambito delle società capitalistiche induce a ritenere possibile l’applicazione della norma dettata per le S.p.a. dall’art. 2383 comma 3 c.c., con la conseguenza che i soci potranno in qualsiasi momento revocare gli amministratori.

E’ doveroso precisare che la possibilità di applicare l’art. 2383 comma 3 c.c. presuppone che il modello capitalistico della S.r.l. non sia stato superato dalle previsioni dell’atto costitutivo in quanto, qualora i soci avessero organizzato la società su basi più propriamente personalistiche, la revoca sarebbe possibile solo in caso di giusta causa.

Si segnala che anche la disciplina della revoca degli amministratori deve essere valutata tenendo a mente la disciplina dei diritti particolari che possono essere attribuiti ai soci ai sensi dell’art. 2468 comma 3 c.c..

Infatti, nel caso in cui la facoltà di amministrare sia oggetto del diritto particolare, la revoca dovrà essere decisa con il consenso unanime di tutti i soci, ai sensi del dell’art. 2468 comma 4 c.c., in quanto comporta una modifica di quel diritto; tuttavia, nel caso di giusta causa, varranno gli ordinari principi prevalendo le esigenze di tutela della società.

Diversamente, qualora sia attribuito ad un socio il diritto particolare di nominare l’amministratore, si ritiene che al medesimo spetti anche il potere di revoca.

Infatti, il terzo comma dell’art. 2468 c.c. consente all’atto costitutivo di prevedere l’attribuzione a singoli soci di particolari diritti riguardanti l’amministrazione della società o la distribuzione degli utili.

Si ritiene che rientrino nella prima categoria sia l’attività gestoria in senso stretto, sia l’insieme dei diritti che consentono al socio di partecipare attivamente alle vicende societarie, quali appunto il diritto di nomina e di revoca dell‘amministratore.

Si precisa, infine, che la revoca dell’amministratore nominato nell’atto costitutivo non richiede, ai fini della sua efficacia, né la modifica dell’atto costitutivo né la sussistenza di una giusta causa, la quale ultima incide soltanto sull’eventuale obbligo della società di risarcire i danni all’amministratore revocato, secondo le norme sul mandato (in tal senso, Trib. Torino, 18 ottobre 2012, in Giur. it. 2013, 867).

In ogni caso, quindi, l’assenza di giusta causa comporta per la società un onere risarcitorio, anche nel caso di revoca disposta dal singolo socio a ciò autorizzato dall’atto costitutivo.

Tribunale di Roma – 28 febbraio 2019, n. 4545

Edoardo Fracasso – e.fracasso@lascalaw.com

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