Diritti reali e condominio

Revoca dell’amministratore condominiale

La norma di riferimento per fare una breve riflessione sulla revoca dell’amministratore condominiale, è l’art. 1129 c.c., così come novellato dalla riforma entrata in vigore nel 2013.

L’amministratore può essere revocato dall’assemblea condominiale ”in ogni tempo” con la maggioranza prevista per la sua nomina, senza che debba essere per forza esplicitato il motivo della revoca.

Ovvio, che in quest’ultimo caso, per così dire senza giusta causa, all’amministratore spetti il risarcimento del danno eventualmente subito.

Risulta in ogni caso pacifico, nell’ipotesi di recesso c.d. “ad nutum” da parte del condominio, che vengano  riconosciute all’amministratore quanto meno i compensi pattuiti per tutta la durata iniziale del suo incarico.

Venendo ora alle modalità con cui può essere disposta la suddetta revoca, nel caso in cui non sia ovviamente la stessa assemblea a deliberarla come detto sopra, occorre dire che è possibile ottenere una revoca giudiziale dell’amministratore su iniziativa di ciascun condomino, nei modi che si diranno di seguito.

Invero, il singolo condomino si può rivolgere direttamente al Tribunale per ottenere la revoca di cui si discute, senza passare preliminarmente da un voto dell’assemblea, nel caso in cui l’amministratore:

a) abbia omesso di comunicare all’assemblea del condominio la notifica di una citazione o di un provvedimento amministrativo, il cui contenuto esorbiti dalle sue attribuzioni;

b) abbia omesso di effettuare il rendiconto della gestione;

c) abbia commesso gravi irregolarità.

Chiarisce il comma 12 dell’art. 1129, che costituiscono, “tra le altre”, gravi irregolarità:

1) l’omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l’assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge;

2) la mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari e amministrativi, nonché di deliberazioni dell’assemblea;

3) la mancata apertura ed utilizzazione del conto di cui al settimo comma;

4) la gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell’amministratore o di altri condomini;

5) l’aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;

6) qualora sia stata promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio, l’aver omesso di curare diligentemente l’azione e la conseguente esecuzione coattiva;

7) l’inottemperanza agli obblighi di cui all’articolo 1130, numeri 6), 7) e 9);

8) l’omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati di cui al secondo comma del presente articolo”

V’è da dire che la suddetta elencazione non risulta essere tassativa, rappresentando essa, semplicemente, una mera esemplificazione di irregolarità già ritenute gravi dal legislatore, e non è detto, quindi, che non possano esserci anche altre irregolarità da ritenersi altrettanto gravi.

Occorre precisare però, che il singolo condomino, nei casi:  I) di cui al n. 3 sopra riportato, ovvero per la “mancata apertura ed utilizzazione del conto di cui al settimo comma (n.d.r. del medesimo art. 1129 c.c.)”; II) di gravi irregolarità fiscali, potrà rivolgersi all’Autorità giudiziaria, solo dopo aver preliminarmente convocato l’assemblea condominiale per far cessare le predette violazioni e per chiedere la revoca dell’amministratore, e l’assemblea abbia deciso, invece, di non revocare l’incarico a quest’ultimo.

L’amministratore revocato giudizialmente, inoltre, non potrà essere nominato nuovamente dall’assemblea.

16 maggio 2014

(Fabio Carrozzo – f.carrozzo@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

Con riferimento alle condizioni che legittimano il conduttore a sospendere, in tutto o in parte, il ...

Diritti reali e condominio

La rivincita del promissario acquirente

La Cassazione, con una recentissima sentenza, si è pronunciata su una questione di immediata applic...

Diritti reali e condominio

Vado a stare da papà

La VI Sezione Civile della Suprema Corte, con una recentissima ordinanza, si è pronunciata su una i...

Diritti reali e condominio

X