L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Revoca del comodato sulla casa: quando e in presenza di quali requisiti è giustificabile?

Il bisogno che giustifica la richiesta del comodante di vedersi restituire il bene ante tempo deve rispettare i requisiti di urgenza ed imprevedibilità, indipendentemente dalla gravità o meno del motivo per cui il bene è richiesto.

Questo, in estrema sintesi, il principio definitivamente consolidatosi in giurisprudenza sulla prescrizione normativa di cui art. 1809, secondo comma, cod. civ.

Ne consegue – secondo quanto affermato anche di recente dalla Cassazione (vd. recentissima sentenza del  17 ottobre scorso, Cass. civ., sez. III, n. 20892) – che “anche il sopravvenire d’un imprevisto deterioramento della condizione economica del comodante che giustifichi la restituzione del bene ai fini della sua vendita o di una redditizia locazione – consente di porre fine al comodato” ante tempo, anche nel caso in cui il bene sia adibito a destinazione di casa familiare del comodatario. In questi casi, resta però ferma la necessità del giudice di merito di valutare, con la massima attenzione, che sussistano i requisiti di proporzionalità ed adeguatezza tra le particolari esigenze del comodatario ed il contrapposto bisogno del comodante di rimpossessarsi del bene.

A fronte di tale principio, la Suprema Corte, nel caso sottoposto alla sua attenzione – degno certamente di peculiarità – ha avallato la decisione assunta in secondo grado dalla Corte d’Appello, rigettando per infondatezza il ricorso. Nel caso di specie, un ex socio della società -x-, al quale era stato attribuito in comodato dalla società medesima un appartamento, situato in prossimità della sede sociale, proprio al fine di agevolare quest’ultimo nel suo “percorso casa-lavoro”. Una volta receduto dalla società, essendo venuta meno l’esigenza della società di favorire quest’ultimo nel raggiungimento della sede sociale e trovandosi al contempo quest’ultima nella necessità di reperire un’immobile da adibirsi ad attività sociale, aveva preteso il rilascio dell’immobile. L’ex socio, al contrario, si era opposto a tale richiesta.

La Corte d’Appello, dopo diversa decisione in primo grado, ha ritenuto corretto, contemperando gli interessi in gioco, ordinare al comodatario il rilascio dell’immobile, giustificando tale decisione nella verificata sussistenza, nel caso di specie, di un “apprezzabile interesse in capo alla società a destinare il bene all’esercizio dell’attività di impresa”.

Cass., Sez. III, 17 ottobre 2016, n. 20892 (leggi la sentenza)

Benedetta Minottib.minotti@lascalaw.com

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