Collegio Sindacale: non indugiare, agisci!

Responsabilità solidale dei sindaci per fatto omissivo proprio

Affinché possa configurarsi la responsabilità solidale dei sindaci di cui all’art. 2407 c.c. per fatto omissivo proprio da correlarsi alla condotta degli amministratori, è necessario dimostrare – al pari di ogni concorso omissivo nel fatto illecito altrui – l’inosservanza al dovere di vigilanza ed altresì tutti gli elementi costitutivi della suddetta fattispecie di responsabilità, compreso il nesso causale.

In particolare, la Corte di Cassazione ha affermato che “I doveri di controllo imposti ai sindaci sono certamente contraddistinti da una particolare ampiezza, poiché si estendono a tutta l’attività sociale, in funzione della tutela e dell’interesse dei soci e di quello, concorrente dei creditori sociali (Cass. n. 2772-99). Di modo che ad affermare la responsabilità può ben essere sufficiente l’inosservanza del dovere di vigilanza”; purtuttavia, “Come in tutti i casi di concorso omissivo nel fatto illecito altrui, è però altrettanto certo che la fattispecie dell’art. 2407 c.c. richiede la prova di tutti gli elementi costitutivi del giudizio di responsabilità. E quindi: (i) dell’inerzia del sindaco rispetto ai propri doveri di controllo; (ii) dell’evento da associare alla conseguenza pregiudizievole derivante dalla condotta dell’amministratore…; (iii) del nesso causale, da considerare esistente ove il regolare svolgimento dell’attività di controllo del sindaco avrebbe potuto impedire o limitare il danno”.

A tale ultima riguardo, la Corte precisa, quindi, che l’omessa vigilanza è causa del danno se, in base ad un ragionamento ipotetico, l’attivazione del controllo avrebbe ragionevolmente evitato o limitato il danno.

L’omissione costituirà in buona sostanza fonte di responsabilità ex art. 2407 c.c. qualora risulti dimostrato che il danno che vi consegue non si sarebbe verificato se i sindaci avessero adeguatamente vigilato, ovvero se avessero tenuto un comportamento diverso e più diligente nell’esercizio dei loro doveri.

Cass., Sez. I, 11 dicembre 2020, n. 28357

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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