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Responsabilità solidale ex art. 2506 quater cc e concordato in continuita’

Il tema attorno al quale verte la pronuncia in rassegna è quello dell’operatività o meno, nell’ambito di un concordato in continuità, della responsabilità patrimoniale solidale tra società scissa e beneficiaria  di cui all’art. 2506-quater, ultimo comma, c.c..

Sul punto, lo si può anticipare sin da subito, a parere del collegio giudicante, non vi sono motivazioni che giustifichino una deroga al principio generale contenuto nella citata norma, per il solo fatto che la scissione, nel caso di specie, sia un mezzo di esecuzione del concordato in continuità.

Invero, secondo i giudici di merito non risulta esservi alcun fondamento né logico, né normativo che legittimi l’esistenza di una gerarchia “di diritto” tra  disciplina societaria e quella concorsuale, con la conseguenza che le stesse non possono che integrarsi e concorrere tra loro.

Inoltre, i giudici ravennati ricordano– citando, tra gli altri, il Tribunale di Arezzo in una pronuncia del febbraio 2015 – come la responsabilità solidale ex art. 2506 quater, u.c. Cod. Civ. costituisca diretta applicazione del principio di carattere generale espresso dall’art. 2740 c.c., in virtù del quale il debitore risponde delle proprie obbligazioni con tutto il proprio patrimonio, presente e futuro.

Invero, la ratio sottesa alla previsione di cui all’art. 2506-quater c.c., ultimo comma è proprio quella di compensare la riduzione del patrimonio e, quindi, la diminuzione della garanzia per i creditori, tipicamente conseguenti ad un’operazione di scissione.

Va da sé, quindi,  che ammettendo l’inoperatività in via automatica della responsabilità solidale in ragione di una proposta concordataria, si concretizzerebbe una chiara violazione del principio generale di cui all’art. 2740 Cod. Civ., posto che
il creditore vedrebbe irrimediabilmente diminuita la propria garanzia patrimoniale in forza dell’effetto esdebitatorio conseguente alla procedura di concordato. (Tutto ciò, ovviamente – precisano i giudici – salvo che la certezza del pregiudizio satisfattivo patito dai creditori concorsuali, per la sottrazione della garanzia, venga compensato da elementi concreti e monetizzabili, che consentano un soddisfacimento del ceto creditorio secondo percentuali più favorevoli).

Alla luce di tutto quanto sopra, quindi, Tribunale affermando come la responsabilità solidale e sussidiaria in ipotesi di scissione di cui all’art. 2506-quater c.c. non possa essere derogata in via automatica dalla normativa concorsuale, dichiara inammissibile la proposta di concordato fondata sulla scissione societaria proporzionale, ammettendo invece quella presentata in subordine.

Trib. Ravenna, 29 ottobre 2015 (leggi la sentenza)

Giada Salvinig.salvini@lascalaw.com

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