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Responsabilità per bancarotta dell’amministratore

Dall’inizio dell’anno la Cassazione è intervenuta sull’argomento in due sentenze degne di nota, rispettivamente, la n. 3708 del 30 gennaio 2012 e la n. 42519 del 2 novembre 2012.

Con la prima la Corte ha affermato, tra le altre cose, che “gli amministratori, pur dopo la riforma del 2003, sono penalmente responsabili, ex art. 40, comma 2, c.p., per la commissione degli eventi che vengono a conoscere (anche al di fuori dei prestabiliti mezzi informativi) e che, pur potendo, non provvedono ad impedire; e la responsabilità può derivare dalla dimostrazione della presenza di segnali significativi in relazione all’evento illecito, nonché dal grado di anormalità di questi sintomi” .

Pertanto, anche se dopo la riforma le responsabilità a carico degli amministratori privi di deleghe sono notevolmente attenuate, ove sia comunque accertata la consapevolezza degli amministratori senza delega della condotta illecita posta in essere dal presidente del Consiglio di Amministrazione – in ragione di elementi univoci, plurimi ed inequivocabili da cui possa farsi discendere la piena consapevolezza dell’illecito – e che, ciò nonostante essi non si siano attivati per impedire e/o attenuare il pregiudizio alla società, essi concorrono nel reato di bancarotta contestato al presidente del Consiglio di Amministrazione.

Con la seconda sentenza, invece, la Corte ha meglio chiarito innanzitutto che la riforma del 2003 ha indubbiamente alleggerito gli oneri e le responsabilità degli amministratori privi di deleghe che, infatti, saranno responsabili verso la società nei limiti delle attribuzioni, quali stabilite dalla disciplina generale. Ciò in quanto è stato rimosso il generale <obbligo di vigilanza sul generale andamento della gestione> sostituendolo con l’obbligo/diritto di <agire informato> atteso il potere/diritto di richiedere informazioni.

Agli amministratori deleganti, afferma la Corte, infatti, non si chiede più di vigilare, bensì di valutare l’andamento della gestione in base alle informazioni ricevute e che possono sollecitare richiedendole ai delegati e/o al presidente del Consiglio di Amministrazione. “Sono proprio queste informazioni …(omissis) a costituire il parametro su cui fondare in capo al soggetto privo di delega l’obbligo di attivarsi per impedire quegli eventi dannosi, obbligo che può fondare in sede penale una responsabilità ex art. 40 secondo comma c.p..”.

(Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com)

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