Contenzioso finanziario

Responsabilità delle agenzie di rating: il tribunale di Roma rigetta l’azione di responsabilità in merito alla valutazione della Lehman Brothers

Tribunale di Roma, 27 marzo 2015, n. 6827 (leggi la sentenza)

Con una recentissima pronuncia (sentenza n. 6827 del 27.3.2015), il Tribunale di Roma ha rigetto l’azione proposta da un gruppo (assai nutrito) di risparmiatori nei confronti delle società specializzate nella valutazione del rating dell’emittente e, in particolare, nella valutazione di affidabilità avente ad oggetto la Lehman Brothers.

Il tortuoso giudizio – che ha visto peraltro la dichiarazione del difetto di giurisdizione del giudice italiano in relazione alla domanda proposta dagli attori e dagli intervenuti fondata su una responsabilità di natura contrattuale delle società di rating – si conclude con l’accertamento di una inesistente responsabilità aquiliana delle predette società che sul mercato operano nella valutazione della capacità dell’emittente di far fronte ai propri obblighi.

Nel circoscrivere l’oggetto della decisione il Giudice adito ha reso una definizione del termine “rating”: “Il rating può essere definito come la valutazione, sinteticamente espressa in una scala predeterminata in lettere, che viene effettuata da un soggetto specializzato e indipendente (le c.d. credit rating agencies: CRA) in merito al grado di probabilità di regolare pagamento di capitale e di interessi da parte dell’emittente di un determinato prestito obbligazionario (c.d. issue rating) ovvero alla capacità generale dell’emittente di far fronte regolarmente a tutte le proprie obbligazioni”.

La centralità delle valutazioni compiute da parte delle società specializzate, tale da incidere sulle scelte anche degli investitori, viene ricavata dal fatto che “nel primo considerando del Regolamento CE n. 1060/2009 si legge che “i rating del credito hanno un impatto significativo sul funzionamento del mercato e sulla fiducia degli investitori e dei consumatori””.

Esaminate le doglianze proposte da parte degli attori (ed intervenuti) nel corso del giudizio, il Giudice adito conclude che “gli elementi – indicati in maniera atomistica e senza alcuna prospettiva di insieme – non risultano sufficienti per giungere ad un giudizio di negligenza delle società che hanno emesso il rating sulle obbligazioni Lehman. Infatti, per giungere ad un simile accertamento, la parte avrebbe dovuto (allegare e poi) provare che gli elementi di cui agenzie disponevano potevano condurre effettivamente ad un giudizio diverso e ciò in applicazione delle migliori metodologie economiche e finanziarie di valutazione. In questa prospettiva, la parte avrebbe dovuto indicare tutti gli elementi conosciuti o comunque conoscibili dalle società di rating ed allegare le metodologie ricostruttive alternative a quelle utilizzate dalla parte ovvero indicare puntualmente gli errori di valutazione (intesi come difformità dagli standard e dalle metodologie codificate) in cui la società sarebbe incorsa. La prova della colpa necessiterebbe, evidentemente, di una valutazione di dissonanza fra i dati che la società di rating ha avuto a disposizione ed il rating asseritamente errato attribuito: in altre parole, gli attori hanno l’onere di allegare e provare che durante la procedura di formazione del rating non è stato osservato uno degli obblighi relativi alla formazione della valutazione di solvibilità. In assenza di tale attività processuale, infatti, necessariamente si ricadrebbe nella affermazione della responsabilità per effetto di una valutazione di erroneità compiuta ex post”.

La pronuncia in commento assume un’importanza evidente nel panorama del contenzioso che, ancora oggi, pare rinvigorito da pronunce di condanna rese nei confronti di intermediari finanziari, giacché pare davvero difficile conciliare una responsabilità dell’intermediario finanziario in merito alla valutazione della rischiosità dell’investimento, laddove a priori sia esclusa una responsabilità delle società specializzate in merito alla (erronea) valutazione della rischiosità dell’emittente.

15 aprile 2015

Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Normativa a cavallo e salto dell’inadempimento

I principi confermati dalla Corte d’Appello di Milano (nella sentenza n. 3082/2019), oltreché con...

Contenzioso finanziario

L’illecito extracontrattuale negli investimenti

Vengono qui prese in analisi, per l’esame e valutazione della sussistenza di responsabilità dell...

Contenzioso finanziario

Bologna e Vicenza fanno il punto sulla validità dei derivati

Tre recenti pronunce (due del Tribunale di Bologna ed una del Tribunale di Vicenza) hanno posto al v...

Contenzioso finanziario