Arriva in Gazzetta Ufficiale la Direttiva (UE) sul whistleblowing

Responsabilità del servicer esclusa per le segnalazioni in Centrale Rischi

Con la decisione n. 9568 del 9 aprile 2021 il Collegio ABF di Bari, tenuto conto dell’ormai consolidato orientamento dei Collegi territoriali in tema di richieste di cancellazione delle segnalazioni in Centrale Rischi di Banca d’Italia, ha escluso la legittimazione passiva e quindi la responsabilità del servicer.

In particolare, il Collegio territoriale veniva chiamato a giudicare sulla legittimità di una segnalazione in CR – relativa ad una posizione in precedenza oggetto di cessione – effettuata da un terzo intermediario, non convenuto nel procedimento de quo, il quale, dopo avere segnalato il nominativo in Centrale dei Rischi, ha poi ceduto il credito a una società veicolo.

La vicenda può essere così sintetizzata.

Il ricorrente, dopo aver rappresentato di essere stato segnalato a sofferenza nella Centrale Rischi da parte di una società di cartolarizzazione (SPV), per la quale la resistente svolgeva la funzione di servicer, chiedeva la cancellazione della suddetta segnalazione.

La richiesta veniva giustificata in considerazione della ritenuta illegittimità della segnalazione derivante dal fatto che, da un lato, la SPV non veniva mai autorizzata dal ricorrente al trattamento dei propri dati personali ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003 e che lo stesso non era stato informato dell’intervenuta cessione del credito; dall’altro, la segnalazione non veniva preceduta da una adeguata complessiva valutazione della situazione patrimoniale e finanziaria del cliente.

Affermava altresì il ricorrente che lo stesso non veniva preventivamente informato della segnalazione presso la CR, così come invece previsto dalla Circolare di Banca Italia n. 139/1991.

Costituendosi, l’intermediario rappresentava che la posizione debitoria del ricorrente atteneva invero ai rapporti intrattenuti con un’altra banca, la quale poi avrebbe ceduto alla SPV un pacchetto di crediti comprendente quello oggetto di controversia.

La banca rappresentava inoltre l’intervenuta comunicazione, la quale nei casi come quello di specie avviene mediante la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ex art. 58, Testo Unico Bancario e art. 4, L. n. 130/99 dell’intervenuta cessione.

Nel corso del procedimento emergeva quindi che l’intermediario si era limitato a svolgere il ruolo di servicer per conto della cessionaria del credito.

A fronte di tali complessive considerazioni, il Collegio di Bari ha escluso che nel caso di specie il servicer potesse essere chiamato a rispondere delle pretese del ricorrente.

Infatti, sul punto, l’orientamento costante dei Collegi territoriali (per tutti, Collegio di Bari, decisioni. nn. 19676/2020 e 21956/2020) ritiene che assuma elemento dirimente il fatto che il servicer sia soggetto non titolare del credito, poiché incaricato esclusivamente di compiti gestori relativi allo stesso.

A fronte di tale valutazione, dunque, nei casi come quello di specie, viene tout court esclusa la legittimazione passiva dei soggetti che rivestono tale qualità.

Collegio ABF Bari, 9 aprile 2021, n. 9568

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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