Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

In una controversia tra privati, ove il giudice debba vagliare situazioni che presentano aspetti di pubblico interesse, ovvero la legittimità di provvedimenti amministrativi, data l’estraneità al giudizio della P.A., le questioni che insorgono circa i confini dei poteri del giudice ordinario attengono al merito e non alla giurisdizione. Sarà pertanto il giudice ordinario a dover individuare i limiti interni posti dall’ordinamento. Questo il principio di diritto sancito dalla Suprema Corte con ordinanza resa all’esito del regolamento di giurisdizione proposta nell’ambito di un giudizio tra privati.

Nel caso in esame, con atto di citazione i Commissari di una banca in amministrazione straordinaria venivano citati in giudizio per il risarcimento del danno arrecato alla medesima banca in conseguenza di ingenti affidamenti concessi in violazione degli obblighi normativi. I commissari proponevano regolamento di giurisdizione innanzi alla Suprema Corte di Cassazione, lamentando la carenza di giurisdizione del giudice ordinario per avere qualificato ammissibile la domanda risarcitoria, dispiegata nei loro confronti, nonostante il diniego dell’autorizzazione da parte della Banca d’Italia.
A detta dei ricorrenti, infatti, il diniego di autorizzazione sarebbe, alla stregua di un provvedimento amministrativo, impugnabile  esclusivamente innanzi al giudice amministrativo.

Con l’ordinanza in commento, la Suprema Corte ha tuttavia chiarito che il regolamento preventivo di giurisdizione di cui agli artt. 41 e 37 c.p.c. è rimedio esperibile esclusivamente per le questioni attinenti la giurisdizione del giudice ordinario nei confronti della P.A., dei giudici speciali o di quello straniero. Al contrario, la questione in esame riguarda una controversia tra privati, relativa a diritti soggettivi, e non situazioni che presentano aspetti di pubblico interesse o attinenti la legittimità di provvedimenti amministrativi.

Lo stesso vale quando si tratti di valutare gli effetti del diniego di autorizzazione alla proposizione di una domanda risarcitoria nei confronti di determinati convenuti, poiché i relativi effetti attengono alla proponibilità della domanda e non alla giurisdizione.

Pertanto, data l’estraneità della PA in tali ipotesi il profilo che assume rilevanza è quello dell’individuazione dei limiti interni posti dall’ordinamento alle attribuzioni del giudice ordinario; e tanto pure quando si tratti di valutare gli effetti del diniego di autorizzazione alla proposizione di una domanda risarcitoria nei confronti di determinati convenuti, poiché i relativi effetti non attengono alla giurisdizione ma solo alla proponibilità della domanda.

Cass., Sez. Unite Civili, 19 novembre 2019, ordinanza n. 30010

Andrea Romaldo – a.romaldo@lascalaw.com

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