Spese di lite, nuovi limiti alla compensazione

Il reclamo avverso la sospensione è ammesso anche prima dell’esecuzione

La questione oggetto della sentenza in commento trae origine dalla decisione del Tribunale di Latina, in composizione collegiale, investito dell’impugnazione ex art. 669 terdecies c.p.c. e art. 624 c.p.c., comma 2, avverso il provvedimento di rigetto dell’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo emesso dal giudice dell’opposizione pre-esecutiva.

Il collegio adito dichiarava infatti inammissibile il reclamo proposto ritenendo la non applicabilità dell’art. 669 quaterdecies al procedimento di opposizione all’esecuzione, poiché, il provvedimento emesso nell’ambito del procedimento ex art. 615 c.p.c., comma 1, avrebbe una natura non cautelare, ovvero solo latamente cautelare.

La problematica è stata portata quindi innanzi alla Suprema Corte di Cassazione affinché potesse definitivamente sciogliere ogni dubbio interpretativo.

In sede di legittimità, il Procuratore Generale, dopo aver sottolineato la non impugnabilità di tali provvedimenti innanzi al giudice di legittimità ex art 111 Cost., ha in ogni caso richiesto che la Suprema Corte analizzasse la questione al fine di voler indicare una definitiva e univoca interpretazione del 624 c.p.c., nonché chiarire definitivamente la sua applicabilità anche al provvedimento di sospensione emesso nell’ambito di un giudizio di opposizione all’esecuzione non ancora avviata.

A norma dell’art 624 c.p.c. comma 1 “se è proposta opposizione all’esecuzione a norma degli articoli 615 e 619 c.p.c., il giudice dell’esecuzione, concorrendo gravi motivi, sospende, su istanza di parte, il processo con cauzione o senza”; il secondo comma del medesimo articolo aggiunge che “contro l’ordinanza che provvede sull’istanza di sospensione è ammesso reclamo ai sensi dell’art. 669–terdecies”.

Ebbene, la questione interpretativa attiene al fatto che il citato articolo fa espresso riferimento ai provvedimenti cautelari emessi dal Giudice dell’esecuzione e, nel caso in esame, il provvedimento impugnato era stato emesso dal Giudice di merito, atteso che l’esecuzione era stata solo preannunciata ma non ancora avviata.

La Suprema Corte, con la sentenza in commento, ha chiarito che il principio sancito dall’art 624 c.p..c è in ogni caso applicabile anche al provvedimento di sospensione in ambito pre-esecutivo nonostante l’ambiguità della norma, atteso che il legislatore, qualora avesse voluto porre un divieto, lo avrebbe certamente posto in maniera espressa. Si ricorda inoltre che la modifica dell’art 624 c.p.c., con legge n. 52/06, ha disposta la sua estensione, ad ogni ipotesi di sospensione, e, benché faccia tutt’ora riferimento al giudice dell’esecuzione, è certamente applicabile anche al provvedimento cautelare reso nell’ambito del procedimento di opposizione all’esecuzione preannunciata e non ancora avviata.

Cass., Sez. Unite Civili, 23 luglio 2019, n. 19889

Andrea Romaldo – a.romaldo@lascalaw.com

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