La sostanza sulla forma: l’effettività del primo incontro di mediazione

Rappresentanza in mediazione: è sufficiente la procura autenticata

Due importanti principi sono stati espressi dal Tribunale di Milano, con riguardo all’esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria.

Prima di tutto il Giudice milanese, facendo proprio l’orientamento espresso dalla Suprema Corte con la recente sentenza n. 8473/2019, ha affermato che non si può parlare di “mancata mediazione”, allorché il legale presente all’incontro sia munito di valida procura, idonea ad investirlo del potere di rappresentare la parte. Infatti, la procura che preveda il potere di conciliare la controversia innanzi all’Organismo di mediazione deve ritenersi specifica e sostanziale, come richiesto dai giudici di legittimità, anche qualora sia stata autenticata dallo stesso difensore – rappresentante e non sia stata conferita in forma autentica.

Motivazione

Chiara la motivazione : “nessuna norma prevede che nel procedimento di mediazione la rappresentanza sostanziale di una parte debba necessariamente essere conferita in forma autentica; pertanto, anche per la partecipazione all’incontro di mediazione in nome e per conto di un altro soggetto non può che essere richiesta la forma necessaria per l’atto che deve essere compiuto (art. 1392 c.c.): nel caso di specie, come detto, nessuna norma prevede che per la partecipazione all’incontro di mediazione sia necessaria la procura notarile o equipollente, né la materia oggetto del contendere richiedeva o richiede particolari forme per la definizione negoziale della vertenza; inoltre, posto che per la procedura di mediazione è prevista l’assistenza del difensore e che, come riconosciuto nella pronuncia della S.C. sopra richiamata, lo stesso difensore può essere delegato anche alla rappresentanza sostanziale, non si vede perché dovrebbero essere requisiti di forma ancora più stringenti di quelli relativi alla procura a stare in giudizio, con la quale possono essere conferite le più ampie facoltà di definire e transigere, disponendo dei diritti sostanziali della parte rappresentata”.

Altrettanto condivisibile, la seconda affermazione del Giudice, secondo la quale il tentativo di mediazione può dirsi validamente svolto, quando una o entrambe le parti al termine del primo incontro dichiarino davanti al mediatore la propria indisponibilità a procedere oltre. Questo, riferisce infatti il Tribunale di Milano, “è il chiaro indirizzo enunciato nella ripetuta massima della Corte di Cassazione”.

Tribunale di Milano, 11 giugno 2019, n. 5605

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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