Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Ragionevole durata del processo e trattazione congiunta di più giudizi

Il rispetto del diritto fondamentale ad una ragionevole durata del processo impone al giudice di evitare ed impedire comportamenti che siano di ostacolo ad una celere definizione dello stesso.

Questi comportamenti, infatti, si traducono in un inutile dispendio di attività processuali e formalità superflue perché non giustificate dalla struttura del processo e dal rispetto effettivo del principio del contraddittorio.

Queste tematiche sono oggetto di discussione e di argomentazione da parte della Corte Di Cassazione con una recentissima sentenza del 30 marzo 2021.

La vicenda tra origine da un ricorso proposto al TAR Lazio da alcuni insegnanti per ottenere l’illegittimità, con conseguente annullamento, dei provvedimenti impugnati per ottenere l’ammissione in graduatoria.

Il TAR adito, con ordinanza del 2015, ha rigettato la richiesta delle parti per mancanza di presupposti necessari per richiedere l’annullamento dell’atto impugnato.

Conseguentemente l’ordinanza del Tar è stata impugnata dinanzi al Consiglio Di Stato che con ordinanza ha accolto l’istanza delle parti e ha disposto l’ammissione con riserva in graduatoria.

I ricorrenti, fissata udienza per il merito davanti al TAR, hanno proposto regolamento preventivo di giurisdizione, chiedendo dichiararsi la giurisdizione del giudice ordinario e disporsi riunione del giudizio in questione con altri in virtù del principio della ragionevole durata del processo.

Sul punto, la Cassazione ha disatteso l’istanza avanzata dei ricorrenti di riunione del procedimento ai ricorsi pendenti dinanzi alla medesima Corte dichiarando la giurisdizione del giudice amministrativo.

La Corte, in primo luogo, ha affermato che, ai fini della individuazione di quale sia il giudice munito di giurisdizione in relazione alle controversie concernenti il diritto all’inserimento in una graduatoria ad esaurimento, occorre avere riguardo all’oggetto dedotto in giudizio.

Se oggetto di tale domanda è la richiesta di annullamento dell’atto amministrativo generale o normativo, e solo quale effetto della rimozione di tale atto l’accertamento del diritto del ricorrente all’inserimento in quella graduatoria, la giurisdizione non potrà che essere devoluta al giudice amministrativo, essendo proposta in via diretta una domanda di annullamento di un atto amministrativo.

In merito alla richiesta di riunione dei procedimenti, la Corte ha sostenuto che il rispetto della ragionevole durata del processo si fonda sul rispetto delle effettive garanzie di difesa e sul diritto alla partecipazione al processo in condizioni di parità dei soggetti nella cui sfera giuridica l’atto finale è destinato ad esplicare i suoi effetti.

Pertanto, ne deriva che l’istanza per la trattazione congiunta di una pluralità di giudizi relativi alla medesima vicenda, deve essere sorretta da ragioni idonee ad evidenziare i benefici suscettibili di bilanciare gli inevitabili ritardi conseguenti all’accoglimento della richiesta.

Nel ribadire il principio, la Corte di Cassazione ha ritenuto non meritevole di accoglimento la richiesta di riunione così come motivata dalle parti.

Cass., Sez. Unite, 30 Marzo 2021, n. 8774

Mirko Martini – m.martini@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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