Appello, la legittimazione che giustifica la nuova documentazione

La querela di falso non contesta il fatto

E’ stato ribadito nuovamente il principio di diritto, già espresso in precedenti pronunce (ex multis Cass. Sez. II, n. 47/1988; Cass. Sez. II, n. 23899/2016), per cui la querela di falso proposta avverso una scrittura privata non può che essere limitata a contestare la provenienza materiale dell’atto dal soggetto che ne abbia effettuato la sottoscrizione e non pure ad impugnare la veridicità di quanto dichiarato.

Nella fattispecie, il ricorrente aveva impugnato la sentenza di merito che aveva dichiarato inammissibile la querela di falso, proposta soltanto in appello, volta a far accertare l’inesistenza dell’operazione risultante da una fattura o, comunque, a dimostrarne la sua realizzazione ad un prezzo diverso da quello ivi indicato. Il ricorrente, infatti, aveva garantito un’operazione di locazione finanziaria attraverso la sottoscrizione di una fideiussione in bianco precisando, tuttavia, al momento della firma, di non voler garantire una cifra superiore a Lire 50.000.000,00.

In seguito, tuttavia, il ricorrente apprendeva che la società fornitrice aveva concesso in locazione, alla società utilizzatrice, macchinari per un valore molto più alto risultanti dalla fattura della quale lamentava la falsità oggettiva e ideologia in quanto utilizzata, a detta del ricorrente, per operazioni non esistenti.

La censura avverso la sentenza di merito aveva ad oggetto l’affermazione della Corte d’Appello per cui, non essendo la fattura un documento dotato di fede privilegiata, la querela di falso proposta contro di essa era da ritenere inammissibile.

La Corte di Cassazione, rilevando l’infondatezza di tale motivo di ricorso, ha statuito che la querela di falso, nel caso di specie, non avrebbe potuto far accertare l’inesistenza dell’operazione risultante dalla fattura o la sua realizzazione ad un prezzo diverso da quello ivi indicato in quanto finalità della querela proposta contro una scrittura privata è quella di rompere il collegamento, quanto alla provenienza, tra dichiarazione e sottoscrizione.

Cass., Sez. III  Civ., 14 maggio 2019, n. 12707

Margherita Bracci – m.bracci@lascalaw.com

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