Vado a stare da papà

Quando la natura chiama non bisogna risponderle troppo forte!

Con una recente ordinanza la Cassazione ha sancito il diritto al risarcimento per una coppia disturbata quotidianamente dai rumori provocati dal bagno utilizzato dalla famiglia che vive nell’appartamento vicino. Evidente, secondo i Giudici, la lesione arrecata, di giorno e di notte, al normale svolgimento della vita dell’uomo e della donna tra le mura domestiche.

Dopo mesi di silente tolleranza dei rumori provocati dagli scarichi del bagno dei vicini di casa una coppia si rivolge al Tribunale chiedendo ai Giudici di “accertare che la realizzazione di un secondo bagno da parte dei proprietari dell’appartamento confinante ha causato immissioni sonore intollerabili derivanti dagli scarichi” e chiedendo allo stesso tempo “l’eliminazione di dette immissioni” e un adeguato “risarcimento dei danni”.

Vedendo respinta la pretesa in primo grado i due si rivolgono alla Corte d’Appello che accoglie le loro rimostranze alla luce della perizia del CTU nella quale lo stesso evidenzia un notevole superamento della normale tollerabilità, ma anche lo spregiudicato uso del bene comune, posto che la cassetta di incasso del water era stata installata nel sottile muro adibito a fungere da divisorio tra il bagno e la camera da letto degli attori con conseguente disturbo al riposo della coppia anche nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino e con evidente pregiudizio della normale qualità della vita in un luogo destinato al riposo.

Ai convenuti viene dunque ordinato di adoperarsi per realizzare una serie di opere idonee a ridurre le immissioni in aggiunta ad un risarcimento in denaro per la coppia infastidita senza alcun accoglimento della loro tesi imperniata sulla mancata presa in considerazione, in sede di misurazione, dei rumori di fondo presenti in particolare nella stagione turistica.

Anche i Giudici della Suprema Corte confermano il giudizio di secondo grado precisando che la valutazione in ordine alla soglia di tollerabilità delle immissioni moleste va compiuta secondo il prudente apprezzamento del Giudice che tenga conto delle particolarità della situazione concreta in quanto non si tratta di una soglia con carattere assoluto, ma dipendente “dalle caratteristiche della zona e dalle abitudini degli abitanti, tutelando il diritto al riposo, alla serenità e all’equilibrio della mente, nonché alla vivibilità dell’abitazione che il rumore e il frastuono mettono a repentaglio. E l’accertata esposizione ad immissioni sonore intollerabili può determinare una lesione del diritto al riposo notturno e alla vivibilità della propria abitazione”.

Nella vicenda di cui si tratta i Giudici hanno accertato in concreto il superamento della normale tollerabilità valutando che le immissioni rumorose prodotte dal bagno si concentrassero in particolare nelle ore notturne e quindi in una situazione di rumore di fondo pressoché inesistente.

Alla luce di ciò hanno confermato il diritto al risarcimento ribadendo che “il diritto al rispetto della propria vita privata e familiare è uno dei diritti protetti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”, e ciò vale anche nell’ottica della “tutela alla vivibilità dell’abitazione e alla qualità della vita all’interno delle mura domestiche”.

Di conseguenza, va riconosciuto alle parti assoggettate ad immissioni intollerabili un congruo risarcimento del danno morale perché “la lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria casa di abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane sono pregiudizi apprezzabili in termini di danno non patrimoniale”.

Evidente, quindi, anche secondo i giudici di terzo grado, il danno risarcibile alla coppia, correlato al pregiudizio al diritto al riposo, idoneo ad incidere fortemente sulla qualità della vita di un individuo e conseguentemente sul diritto alla salute costituzionalmente garantito.

Insomma si sa che avere la comodità di due bagni in casa non ha prezzo, ma in questo caso era forse meglio armarsi di pazienza ed attendere il proprio turno!

Cass., Ord., 28 luglio 2021, n. 21649

Simona Longoni – s.longoni@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Le infiltrazioni provenienti dal lastrico solare - ed i conseguenti danni – sono, da sempre, un t...

Diritti reali e condominio

Vado a stare da papà

Il Tribunale di Avezzano, in un caso che ha visto vittorioso il nostro studio, ha definitivamente c...

Diritti reali e condominio

Con una recentissima sentenza, la Cassazione ha sancito la plausibilità dell’azione risarcitoria...

Diritti reali e condominio

X