Diritto Processuale Civile

Qualsiasi documento proveniente dal debitore o dal terzo costituisce prova scritta ex artt. 633-634 c.p.c

Trib. Roma, 9 ottobre 2012, Sez. III. n. 18814

Massima: “Costituisce prova scritta, atta a legittimare la concessione del decreto ingiuntivo a norma degli art. 633 e 634 c.p.c., qualsiasi documento proveniente dal debitore, o anche da un terzo, purché idoneo a dimostrare il diritto fatto valere, anche se privo di efficacia probatoria assoluta, restando inteso che nel successivo giudizio di opposizione andrà accertata la completezza della documentazione esibita. È, invero, soltanto in tale giudizio a cognizione piena che il creditore potrà provare il suo credito indipendentemente dalla legittimità, validità ed efficacia del decreto, mentre il debitore potrà dimostrare l’insussistenza del preteso diritto del creditore. Conseguentemente, la conferma o meno del decreto ingiuntivo è collegata, in tale fase, non tanto a un giudizio di legalità e di controllo riferito esclusivamente al momento della sua emanazione, quanto, piuttosto, a un giudizio di piena cognizione in ordine al credito oggetto della domanda di ingiunzione, dovendosi di conseguenza escludere un’autonoma pronuncia sulla legittimità dell’ingiunzione di pagamento, neppure agli effetti dell’incidenza delle spese della sola fase monitoria.”

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