L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Quali i poteri del Giudice Delegato post omologa del concordato?

Il Tribunale di Trento ha recentemente confermato l’orientamento – ormai consolidato – secondo il quale, sopravvenuta l’omologa del concordato, il Giudice Delegato non risulti più investito di alcun potere in ordine all’autorizzazione alla partecipazione dell’impresa a gare pubbliche o alla prosecuzione dei contratti pubblici pendenti.

In particolare, nell’ambito di una procedura di concordato già omologato, il Giudice Delegato ha disposto il non luogo a provvedere sull’istanza volta ad ottenere specifica autorizzazione a partecipare alla procedura di affidamento di concessioni ed appalti di lavori, presentata dalla società.

Il combinato disposto dell’articolo 186-bis legge fallimentare e dell’articolo 110 del nuovo codice degli appalti, difatti – nel subordinare la prosecuzione dei contratti pubblici da parte delle imprese in concordato con continuità aziendale ovvero la partecipazione delle imprese stesse a gare pubbliche ad un autorizzazione del Giudice Delegato – contribuisce a chiarire il preciso ambito temporale di applicabilità di tale normativa.

Il regime di spossessamento attenuato dell’imprenditore, soggetto alla vigilanza del Commissario Giudiziale ed all’autorizzazione del Giudice Delegato ai fini del compimento degli atti di straordinaria amministrazione, è previsto unicamente durante la procedura di concordato e, quindi, soltanto fino all’omologazione o, al massimo, fino al passaggio in giudicato del relativo decreto.

Con il decreto di omologa, la procedura di concordato preventivo si chiude e, nella fase dell’esecuzione, residuano in capo al Giudice Delegato esclusivamente funzioni di vigilanza in ordine alla corretta esecuzione del concordato stesso.

Stante quanto sopra, pertanto, la procedura di concordato si esaurisce con il decreto di omologa, il quale segna inoltre il passaggio – dal punto di vista dell’imprenditore – dal regime di spossessamento attenuato proprio di quella procedura al riacquisto della piena capacità di agire e – dall’angolo visuale degli organi della procedura – dal potere di consentire o meno il compimento di atti di straordinaria amministrazione ad una funzione di mera a vigilanza sulla corretta esecuzione del concordato.

Silvia Alessandra Pagani – s.pagani@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Con l’ordinanza in commento, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da una societ...

Crisi e procedure concorsuali

Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Il Tribunale di Catania, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di una società di concessione di u...

Crisi e procedure concorsuali

Il creditore istante non è tenuto a sopportare gli effetti esdebitatori e definitivi ex art. 184 L....

Crisi e procedure concorsuali

X