Crisi e procedure concorsuali

Quali azioni sono esperibili nei confronti dei soci/garanti di una società in concordato preventivo?

L’ art. 184 l.f. disciplina, al primo comma, gli effetti del concordato preventivo nei confronti dei coobbligati, fideiussori del debitore e degli obbligati in via di regresso, ed al secondo quelli relativi ai soci illimitatamente responsabili, nulla aggiungendo in merito all’ipotesi in cui il socio illimitatamente responsabile sia obbligato anche in forza di un negozio di garanzia.

Il primo comma della predetta disposizione, precisa che gli effetti modificativi del concordato preventivo non si estendono ai coobbligati del debitore, ai suoi fideiussori ed agli obbligati in via di regresso nei confronti dei quali i creditori mantengono impregiudicati i propri diritti.
Il secondo comma stabilisce, salvo patto contrario, che l’efficacia esdebitatoria del concordato preventivo si estende anche ai soci illimitatamente responsabili. E ciò sul presupposto che questi già contribuiscono, con il proprio patrimonio, alla realizzazione del concordato, per cui non si può ragionevolmente pretendere che provvedano anche a pagare somme eccedenti la percentuale concordataria.

Per l’ipotesi in cui il socio  abbia anche prestato fideiussione o altra garanzia per i debiti sociali, si pone il dubbio se sia operativa la norma di cui al primo o al secondo comma dell’art. 184 l.f.
Secondo un risalente orientamento della Corte di Cassazione (sent n. 5642/84), la diversità della responsabilità derivante dalla prestazione di garanzia rispetto a quella generale derivante dalla partecipazione sociale determina l’applicabilità del co.1 dell’art. 184 l.f., con la conseguenza che i creditori conservavano impregiudicati i propri diritti nei confronti del socio, in quanto garante, nonostante il fatto che a quest’ ultimo si estendano, in quanto socio, gli effetti favorevoli del concordato preventivo(concorde sul punto anche la giurisprudenza di merito: App. Bari del 30.4.88; App. Milano 28.10.86; App. Milano 20.12.85; Trib. Ferrara 6.11.8).

L’orientamento giurisprudenziale contrastante e successivo, rilevando che la responsabilità dei soci illimitatamente responsabili è assorbente rispetto ad eventuali e diverse fonti di responsabilità per i medesimi debiti sociali, affermava, invece, la prevalenza dell’effetto liberatorio sancito dal co. 2° dell’art. 184 l.f., da estendersi anche ai soci garanti (Cass. n. 6810/88).

Sul punto le Sezioni Unite della Cassazione, nella sentenza n. 3749/89, accogliendo l’orientamento della giurisprudenza di legittimità del 1988, hanno riconosciuto che “l’effetto esdebitativo in favore del socio illimitatamente responsabile rende irrilevante ogni diversa fonte di responsabilità per lo stesso debito sociale”.

Tale pronuncia, non ha tuttavia, posto fine alla questione.

Recentemente, la Corte di Cassazione nella sentenza n. 26012 del 2007 ha, infatti, segnato un arresto alla giurisprudenza precedente, stabilendo che la fideiussione prestata dal socio illimitatamente responsabile in favore della società di persone è valida e non si sovrappone alla garanzia fissata ex lege dalle disposizioni sulla responsabilità illimitata e solidale poichè “la fidejussione prestata dal socio a favore della società, proprio per effetto della rilevata autonomia patrimoniale e della distinzione di sfere giuridiche (quella sociale e quella del socio) rientra tra le garanzie prestate per le obbligazioni “altrui”, secondo lo schema delineato dall’art. 1936 cod. civ. Nè può sostenersi che la fideiussione rilasciata dal socio, già illimitatamente responsabile “ex lege” per le obbligazioni sociali, sia priva di causa, sotto il profilo che essa non aggiungerebbe nulla di più alla garanzia patrimoniale già offerta al creditore per effetto della disciplina legislativa”.

In tal senso, seppure la pronuncia sia stata emessa nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e, non nell’ambito di una procedura concorsuale, si ritiene comunque possa applicarsi alla fattispecie de quo, il principio della diversità  della responsabilità, da cui deriva l’inevitabile corollario dell’applicabilità del co.1 dell’art. 184 l.f. e la conseguenza che i creditori conserverebbero impregiudicati i propri diritti verso i fideiussori, seppur soci illimitatamente responsabili.

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 29863 del 2011, tornando sui suoi passi, ha tuttavia, nuovamente affermato che il fideiussore che riveste al tempo stesso la qualità di socio, possa usufruire della falcidia concordataria qualora tale sua ulteriore qualifica sussista all’atto di omologa del concordato preventivo (a prescindere dal momento in cui abbia prestato la fideiussione).

Alla luce di quanto detto,  non si ritiene risolta la questione relativa all’effetto esdebitatativo del concordato preventivo nei confronti del socio illimitatamente responsabile, anzi tale questione ha dato vita ad un contrasto giurisprudenziale in continuo mutamento.

Sarà naturalmente nostra cura aggiornare i lettori su eventuali novità giurisprudenziali.

(Ludovica Citarella – l.citarella@lascalaw.com)

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