In quale momento il contratto può dirsi concluso?

La Cassazione sulla conclusione del contratto: è necessario che i contraenti raggiungano l’accordo su tutti gli elementi del contratto, anche quelli secondari, purché non sia diversamente e inequivocabilmente previsto dalle parti stesse.

La Corte di Cassazione, con una recentissima ordinanza, ha ribadito nuovamente quali siano i criteri da seguire per individuare il momento in cui un contratto può dirsi effettivamente concluso.

La questione appare di estrema rilevanza per tutti i casi in cui le parti si siano accordate solamente su alcuni elementi del programma negoziale, demandando ad un secondo momento l’individuazione delle clausole ritenute di importanza secondaria.

Infatti, nel caso in cui le trattative si interrompano prima della conclusione della contrattazione, è necessario capire se tra le parti sia già sorta un’intesa vincolante, idonea a far sorgere

Sul punto, come specificato dalla Suprema Corte, l’accordo che le parti abbiano raggiunto su alcuni punti essenziali del contratto non esaurisce la fase delle trattative, perché, al fine di perfezionare il vincolo contrattuale, è necessario che tra le stesse sia raggiunta l’intesa sugli elementi costitutivi, sia principali che secondari, dell’accordo.

Tale principio deve ritenersi valido anche nell’ipotesi dei c.d. contratti a formazione progressiva, nei quali l’accordo delle parti su tutte le clausole si raggiunge gradatamente e in cui il momento di perfezionamento del negozio è di regola quello dell’accordo finale su tutti gli elementi principali ed accessori, salvo che le parti abbiano inteso vincolarsi agli accordi raggiunti sui singoli punti, riservando la disciplina degli elementi secondari.

Tuttavia, ricorda la Cassazione, nel caso in cui le parti abbiano inteso considerare il contratto come definitivamente formato, eventuali bozze o minute devono essere considerate contratti perfetti, purché risulti dal contratto stesso che le parti abbiano voluto vincolarsi definitivamente anche in base al loro comportamento successivo, inteso a dare esecuzione all’accordo risultante da detta minuta, sempreché tale comportamento sia univoco e non consenta una diversa interpretazione.

Cass., Sez. VI, Ord., 2 luglio 2020, n. 13610

Valentina Zamberlan – v.zamberlan@lascalaw.com

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