Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Quale destino per i contratti pendenti alla data di apertura dell’amministrazione straordinaria?

Il Commissario Straordinario subentra in un rapporto negoziale pendente alla data di apertura dell’amministrazione straordinaria solo dopo che questi abbia formalmente ed inequivocabilmente estrinsecato una precisa volontà in tal senso. In  assenza di una manifesta volontà di scioglimento il contratto continua ad avere esecuzione.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 1195 del 18 gennaio 2018, interpretando il disposto di cui all’art. 50, del D.lgs. 270/1999 secondo il quale: “il commissario straordinario può sciogliersi dai contratti, anche ad esecuzione continuata o periodica, ancora ineseguiti o non interamente eseguiti da entrambe le parti alla data di apertura dell’amministrazione straordinaria”, ha ritenuto che in assenza della manifesta volontà di scioglimento, il contratto continui a spiegare i propri effetti anche nell’ipotesi in cui il contraente in bonis, prima dell’approvazione del programma ex artt. 54 e ss. Del D.lgs. n. 270/1999, abbia comunicato la disdetta.

Nel caso di specie, la società in amministrazione aveva stipulato un contratto di somministrazione che, alla data di apertura della procedura di amministrazione straordinaria, era ancora in corso. La società fornitrice, in data precedente all’autorizzazione del programma di cui agli artt. 54 e ss. Del D.lgs. n. 270/1999, aveva comunicato la disdetta al Commissario Straordinario ma, il contratto aveva continuato ad avere esecuzione, in forza di un’ordinanza comunale adottata per impedire il verificarsi di situazioni di pericolo igienico – sanitarie alla popolazione ed all’ambiente.

La Corte di Cassazione si è, quindi, interrogata in ordine alla opponibilità all’amministrazione straordinaria della disdetta con cui il contraente in bonis, ancor prima dell’avvenuta autorizzazione da parte del Ministero per lo Sviluppo Economico del programma ex art. 54 e ss. Del D.lgs. n. 270/1999, aveva inteso impedire il rinnovo del contratto in corso.

I Giudicanti della Suprema Corte, sulla base di quanto sopra indicato e considerato che la procedura di amministrazione straordinaria si caratterizza per la sua natura recuperatoria e conservativa della realtà imprenditoriale, hanno ritenuto che la stabilizzazione dei rapporti contrattuali in corso al momento dell’apertura dell’amministrazione consegue non al mancato esercizio tout court della facoltà di scioglimento da parte del commissario giudiziale ma alla sua positiva determinazione di subentrare nei rapporti in questione.

Infatti, l’interesse della procedura ad una gestione dei contratti in corso funzionale alle esigenze connesse alla continuazione dell’esercizio dell’impresa, viene tutelato conferendo al Commissario una incondizionata e generalizzata facoltà di determinare unilateralmente lo scioglimento dei contratti medesimi ma, anche prevedendo la prosecuzione ope legis dei rapporti contrattuali fino all’ effettivo esercizio di tale facoltà.

Pertanto, ne consegue che finché la volontà di scioglimento del Commissario non viene esercitata, il contratto continua ad avere esecuzione; solo dopo il rilascio dell’autorizzazione ministeriale all’attuazione del programma, l’altro contraente sarà abilitato ad interpellare il Commissario per manifestare le proprie determinazioni entro il termine di legge, decorso il quale, il rapporto negoziale andrà in corso a scioglimento.

Cass., Sez. I Civ., 18 gennaio 2018, n. 1195

Angelica Macchi – a.macchi@lascalaw.com

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