Contenzioso finanziario

Quale danno nel caso di adesione all’Offerta Pubblica di Scambio ?

Tribunale di Perugia, 28 novembre 2014, n. 2751

Una recente pronuncia del Tribunale di Perugia (28-11-2014, n. 2751) affronta l’annosa questione relativa alla sussistenza del danno patrimoniale nel caso di adesione degli investitori all’Offerta Pubblica di Scambio proposta dalla Repubblica Argentina nell’anno 2005 (e nel successivo anno 2010).

La vertenza attiene, dunque, alla pretesta responsabilità (risarcitoria/restitutoria) attribuita alla Banca con riguardo alla negoziazione di titoli Argentini pre default 2002 e si concentra – considerata l’adesione dei clienti all’OPS 2005 – sul tema del danno patimoniale risarcibile nel caso in cui si accertasse l’inadempimento dell’intermediario finanziario nella prestazione dei servizi di investimento.

Occorre premettere sul tema che più volte si è sottolineata la ripartizione dell’onere della prova così come disciplinata dall’art. 23 TUF (da ultimo Cass. Civ., Sez. I, 12-06-2014, n. 13381) sottolieando che, tra l’altro, all’investitore compete la prova specifica in merito al danno patrimoniale subito in conseguenza dell’investimento disposto.

Il problema che sempre più spesso si affronta è riconducibile alla individuazione del danno risarcibile (e come esso sia individuabile) nel caso di conversione dei titoli, considerato che la Corte di legittimità ha in tema affermato che il “danno [può essere] liquidato in misura pari alla differenza tra il valore dei titoli al momento dell’acquisto e quello degli stessi al momento della domanda risarcitoria” (così Cass. Civ., Sez. I, 29-12-2011, n. 29864; conforme Cass. Civ., Sez. I, 12-12-2013, n. 27875 e Cass. Civ., Sez. I, 24-1-2014, n. 1511).

I Giudici di merito, nella sentenza in commento, affermano che “nella determinazione del danno subito non potrebbe tenersi conto del fatto che, per effetto dell’adesione delle attrici all’offerta pubblica di scambio promossa dalla Repubblica Argentina nel 2005, dall’operazione è residuata una posta ttiva, per cui ora esse detengono nuovi titoli “ristrutturati””, per un controvalore nominale superiore rispetto all’investimento in precedenza eseguito.

Ripresi, in parte, i principi affermati dalla Corte di legittimità innanzi richiamati, il Tribunale di primo grado “ritiene che l’effettiva perdita economica subita consista nella differenza tra somma spesa per l’acquisto e somma ricavata dopo l’adesione all’O.P.S. (cfr, in termini, Trib. Torre Annunziata, 22/11/2006), ulteriormente detratte le cedole percepite in corso di investimento”.

17 dicembre 2014

Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com

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