Quando può dirsi avverata la condizione di procedibilità?

Quando può dirsi avverata la condizione di procedibilità?

Nella giurisprudenza di merito si è sviluppato un acceso dibattito in ordine all’esatta individuazione dell’adempimento richiesto affinché il procedimento di mediazione possa dirsi esperito.

Secondo la giurisprudenza di merito maggioritaria (v. Corte d’Appello di Milano, sentenza del 10 maggio 2017, Corte d’Appello di Ancona, sentenza del 23 maggio 2017, Tribunale di Pavia, sentenza del 20 gennaio 2017) affinché la mediazione possa dirsi esperita, è necessario dar vita ad un tentativo effettivo di mediazione.

Altra parte della giurisprudenza di merito, invece, ha affermato il principio, espresso anche dalla giurisprudenza di legittimità, secondo il quale le disposizioni che prevedono condizioni di procedibilità, “costituendo deroga alla disciplina generale”, devono essere interpretate in senso non estensivo (Corte Cost. 403/07; Cass. 967/04)  e anzi, “devono essere interpretate in senso restrittivo” (Cass. 26560-2014),  “dovendo limitare l’operatività ai soli casi nei quali  il rigore estremo è davvero  giustificato” (Cass. 6130/2011).

Premesso il quadro della giurisprudenza di merito richiamata, il Tribunale di Livorno, chiamato a pronunciarsi sulla condizione di procedibilità della domanda di mediazione, ha affermato che la stessa  può ritenersi realizzata  già al termine del primo incontro davanti al mediatore, qualora una o entrambe le parti, dopo essere state adeguatamente informate sulla mediazione, comunichino la propria indisponibilità a procedere oltre (cfr. Cass. civ. Sez. III, 27 marzo 2019 n. 8473).

Secondo il Tribunale di Livorno, dunque, aderendo ai principi enunciati recentemente dalla Suprema Corte, l’onere della parte che intenda agire in giudizio di dar corso alla mediazione obbligatoria può ritenersi adempiuto con l’avvio della procedura di mediazione e con la comparizione al primo incontro davanti al mediatore, all’esito del quale, “ricevute dal mediatore  le necessarie informazioni in merito alla funzione e alle modalità di svolgimento della mediazione, può liberamente manifestare il suo parere negativo sulla possibilità di utilmente iniziare (rectius proseguire) la mediazione”.

Tribunale di Livorno, 7 giugno 2019 n. 31

Carolina Baietta – c.baietta@lascalaw.com

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