L’autorizzazione alla fusione nonostante opposizione dei creditori

Fino a che punto arriva il diritto di informazione del socio di s.r.l. holding?

Il Tribunale di Torino ha stabilito che il diritto di informazione del socio non amministratore di una s.r.l., che sia controllante di altre società, può estendersi anche alla documentazione delle società controllate.

Risulta infatti necessario parametrare il potere di controllo del socio rispetto al potere di gestione dell’organo amministrativo della controllante e alle conoscenze che tale organo deve avere sulle società controllate da trasferire al socio ex art. 2476, comma 2, c.c..

Si ricorda preliminarmente che ex art. 2476, comma 2, c.c.: ”i soci che non partecipano all’amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi all’amministrazione”.

Nella fattispecie che oggi ci occupa è stato in particolare riconosciuto il diritto del socio di una s.r.l. holding ad esaminare la documentazione delle società controllate, tenuto conto che l’unica attività posta in essere dalla holding stessa risultava essere la gestione delle partecipazioni in società direttamente o indirettamente controllate.

In questo contesto fattuale, in considerazione dell’oggetto sociale e dell’attività effettivamente svolta dalla holding non operativa, è del tutto ragionevole e coerente con il concreto atteggiarsi dei rapporti tra capogruppo e società controllate direttamente e indirettamente, ritenere che il socio della holding abbia il diritto di essere informato (dall’organo amministrativo della controllante di cui è socio) anche su cosa succede a valle, nelle società controllate, la cui gestione è l’attività specifica della capogruppo.

Sul punto si è recentemente espresso il Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in materia di impresa, con ordinanza del 27 settembre 2017, il quale ha efficacemente determinato il perimetro del diritto di informazione del socio sui documenti relativi all’amministrazione della società da lui stesso direttamente partecipata.

Questo dovrà intendersi comprensivo di tutta la documentazione “ragionevolmente necessaria ovvero in concreto esaminata/utilizzata per l’esercizio delle proprie funzioni dall’organo amministrativo della società soggetta al potere di ispezione e conseguentemente da reputarsi nella materiale disponibilità giuridica della stessa, nella necessaria coincidenza fra poteri di gestione e poteri di controllo di una società di capitali, quale assicurata nell’attuale assetto normativo dal controllo sindacale nella spa e dal controllo dei soci non amministratori nella s.r.l.”. Ciò prescindendo del tutto dalla irrilevante intestazione formale dei relativi atti.

Dunque ad avviso del Tribunale torinese la questione è, in sostanza, quella di definire quali sono le conoscenze che l’organo amministrativo della controllante deve avere sulla società direttamente controllata (ed a catena sulle eventuali controllate dalla controllata) e che può/deve trasferire al socio ex art. 2476 comma 2 c.c.

In tal proposito, si deve quindi ritenere che l’organo amministrativo della holding debba senz’altro conoscere la documentazione sociale e quella attinente alle scelte gestionali di maggior rilevanza mentre, di norma, la sua conoscenza non debba spingersi a dati che riguardano la minuta operatività ordinaria delle società sottoposte a controllo/coordinamento.

Tribunale di Torino, ordinanza del 20 febbraio 2019

Edoardo Fracasso – e.fracasso@lascalaw.com

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