L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Pubblicità su siti internet non autorizzati? Vendita nulla

“La scelta del sito internet per la pubblicità di vendita dell’immobile pignorato deve essere fatta tra quelli indicati dalla legge. È consentito al professionista delegato scegliere il sito internet per pubblicizzare la vendita del bene immobile pignorato, purché tale scelta avvenga nell’ambito dei siti autorizzati da apposito decreto ministeriale”.

I Giudici della Suprema Corte, con la sentenza n. 18344/19, hanno confermato le disposizioni degli artt. 490 c.p.c. comma 2, e 173 ter disp. att. c.p.c., per le quali la pubblicità per la vendita dell’immobile pignorato deve essere effettuata utilizzando esclusivamente i siti internet compresi tra quelli indicati dal decreto ministeriale.

L’utilizzo di qualsiasi altro sito deve ritenersi non conforme.

Dalla lettura della sentenza si evince che nel caso de quo era stato utilizzato dal professionista delegato un sito internet non compreso tra quelli indicati dal decreto ministeriale violando, di fatto, sia l’ordinanza di vendita che le norme di legge sopra indicate.

La Corte, quindi, ha ritenuto che il professionista delegato, omettendo di effettuare la pubblicità obbligatoria, abbia determinato la nullità dell’aggiudicazione e del decreto di trasferimento; nullità opponile agli aggiudicatari (anche ai sensi dell’art. 2929 c.c.) in quanto attinente allo svolgimento della stessa procedura di vendita (cfr. Cass., Sez. 6 – 3, Sentenza n. 9255 del 07/05/2015, Rv. 635283 – 01; Sez. 3, Sentenza n. 4542 del 08/03/2016, non massimata; Sez. 3, Sentenza n. 27526 del 30/12/2014, Rv. 634263 – 01; Sez. 3, Sentenza n. 13824 del 09/06/2010, Rv. 613691 – 01).

Per le ragioni sopra riportate la Suprema Corte ha accolto l’opposizione della parte debitrice ed ha dichiarato la nullità dell’aggiudicazione dell’immobile pignorato e del relativo decreto di trasferimento.

Cass., Sez. III Civ., 09 luglio 2019, n. 18344

Tommaso Macchit.macchi@lascalaw.com

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