Diritto Processuale Civile

Prove atipiche: configurabilità nel processo civile

Tribunale di Reggio Emilia, sentenza del 1 dicembre 2014.

La pronuncia in commento segna l’esito di un’azione giudiziaria avviata dagli eredi di un giovane, vittima di un incidente stradale, al fine di ottenere il risarcimento dei danni (patrimoniali e non) sofferti.

In tale contesto, espletata la fase istruttoria caratterizzata da risultanze prettamente documentali, il Tribunale di Reggio Emilia si è soffermato sul tema delle prove non incluse nel “catalogo codicistico”; vale a dire le c.d. prove atipiche.

In particolare, ha rilevato il Giudice adito, sebbene nell’attuale ordinamento civilistico, a differenza di quello penale, manchi una norma generale in grado di legittimare espressamente l’ammissibilità in giudizio delle prove non disciplinate dalla legge, secondo  l’orientamento – ormai costante – della giurisprudenza di legittimità devono ritenersi comunque ammissibili le c.d. prove atipiche, che possono trovare ingresso nel processo civilistico con lo strumento della produzione documentale.

In questi termini si è, infatti, espresso il Tribunale Emiliano: “L’elencazione delle prove civili contenuta nel codice di rito non è tassativa, e quindi devono ritenersi ammissibili le prove atipiche, la cui efficacia probatoria è quella di presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. od argomenti di prova. Sono prove atipiche gli scritti provenienti da terzi a contenuto testimoniale; gli atti dell’istruttoria penale o amministrativa; i verbali di prove espletati in altri giudizi; le sentenze rese in altri giudizi civili o penali, comprese le sentenze di patteggiamento; le perizie stragiudiziali; i chiarimenti resi al CTU, le informazioni da lui assunte, le risposte eccedenti il mandato e le CTU rese in altri giudizi fra le stesse od altre parti.

Ragionando in tal senso, il Giudice ha quindi ravvisato nella fattispecie in esame la piena utilizzabilità degli accertamenti e dei verbali di sommarie informazioni, rese dai testimoni alla Polizia Stradale nell’immediatezza dei fatti, nonché della consulenza disposta dal P.M., e del decreto di archiviazione del GIP, rigettando così, per l’effetto, la domande attoree di risarcimento danni.

La ragione: dall’esame di tutta la suddetta documentazione, il Giudice ha ritenuto che non fosse ascrivibile alcuna responsabilità al conducente dell’autovettura.

2 febbraio 2015

Nicole Giannì – n.gianni@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

“L’inserimento del ISC nel contratto e nel documento di sintesi assolve ad una funzione merament...

Diritto Processuale Civile

Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

In materia di notificazioni al difensore, a seguito dell’introduzione del domicilio digitale, cor...

Diritto Processuale Civile

Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

È stato dichiarato viziato da invalidità formale il processo esecutivo avviato senza che sia stata...

Diritto Processuale Civile

X