Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

Prova documentale: la registrazione effettuata dall’imputato non è acquisibile in appello

In tema di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale in appello, la registrazione di conversazione effettuata dall’imputato non comporta l’obbligatorietà per la Corte di acquisirla in quanto non riveste le caratteristiche richiesta dalla legge della sopravvenienza o della scoperta successiva al primo grado di giudizio.

 

La Corte territoriale pronunciava sentenza con cui riformava parzialmente la sentenza emessa dal G.U.P. presso il Tribunale che aveva giudicato colpevole l’imputato, riconoscendo le circostanze attenuanti generiche e rideterminando così la relativa pena.

Proponeva ricorso alla Corte di Cassazione il difensore dell’imputato deducendo la mancata assunzione di prova decisiva e relativo vizio di motivazione in relazione alla rinnovazione in grado d’appello dell’istruttoria mediante acquisizione di registrazioni audio di un colloquio tra l’imputato e la persona offesa in quanto si trattava di prova sopravvenuta nel corso del giudizio da ritenersi decisiva e rilevante ai fini del giudizio e comportante, per tali motivi, l’obbligo in capo alla Corte di acquisirla ai sensi e per gli effetti dell’art. 603 comma 2° c.p.p., obbligo che la Corte territoriale disattendeva senza fornire adeguata motivazione al rigetto dell’istanza, deducendo la manifesta superfluità ed irrilevanza della prova dedotta.

Il Supremo Collegio rigettava la doglianza giudicando il motivo generico e manifestamente infondato, posto che il ricorrente ometteva di considerare come la prova che, a suo dire, la Corte territoriale avrebbe dovuto acquisire, avesse formato oggetto di puntuale analisi da parte del giudice di secondo grado che decideva di condividere le medesime ragioni espresse dal G.U.P. che aveva rigettato identica richiesta della difesa evidenziando dubbi sulla genuinità della prova, sulla provenienza della stessa e sulle condizioni in cui era avvenuta la registrazione della conversazione.

Non può ricorrere nel caso di specie l’obbligo di rinnovazione dell’istruttoria in quanto mancano entrambi i requisiti richiesti dalla norma in esame: la sopravvenienza e la scoperta successiva al primo grado di giudizio. Secondo la Corte di Cassazione “la nozione di prova sopravvenuta o scoperta dopo la sentenza di primo grado, che impone la motivazione auspicata dal ricorrente, coincide con quella che sopraggiunge autonomamente, senza alcun svolgimento di attività d’indagine o che viene reperita dopo l’espletamento di un’opera di ricerca, la quale dia i suoi risultati in un momento successivo alla decisione”.

Proprio il fatto che la registrazione fosse stata acquisita dall’imputato, peraltro in epoca anteriore alla celebrazione del giudizio di primo grado, esclude in radice il carattere del sorgere la prova senza alcun intervento delle parti.

Cass., Sez. II Sezione Pen., 8 novembre 2019, n. 8724

Fabrizio Manganiello – f.manganiello@lascalaw.com

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