Credito Al Consumo

Protezione dei dati personali e Codice del Consumo: rapporto di specialità

La Cassazione è intervenuta in tema di competenza territoriale declinata sia dal Codice del Consumo che dal Codice in materia di protezione dei dati personali, ribadendo la specialità del primo.

Con la pronuncia qui in commento, la Corte ha avallato l’orientamento già espresso in tema di competenza territoriale, secondo cui “quando la tutela contro il trattamento dei dati personali nei confronti del titolare del trattamento venga invocata nell’ambito di un rapporto di consumo, come tale soggetto all’art. 33, lettera u), d.lgs. n. 206 del 2005, il foro previsto da tale norma prevale su quello individuato dall’art. 152 d.lgs. n. 196 del 2003”.

Questa la chiave di volta della lettura già offerta dal Collegio: “la sopravvenienza della prima disposizione ha derogato alla seconda con riguardo alle controversie sul trattamento dei dati personali, la cui titolarità origini da rapporti di consumo”.

L’assunto rimane invariato anche per effetto dell’entrata in vigore dell’art. 10 d.lgs. n. 150 del 2011, che disciplina le “controversie in materia di applicazione delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali”.

Infatti, “il foro previsto dall’art. 10 d.lgs. n. 150 del 2011, in materia di trattamento dei dati personali nei confronti del trattamento, venga invocato nell’ambito di un rapporto di consumo, come tale soggetto al foro speciale di residenza o del domicilio del consumatore ex art. 33, lettera u), d.lgs. n. 206 del 2005, quest’ultimo prevale, in quanto stabilisce una competenza esclusiva, alla luce delle esigenze di tutela, anche sul terreno processuale, che sono alla base dello statuto del consumatore, sicché la competenza del tribunale del luogo in cui ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, sancita dall’art. 10 co. 2, d.lgs. n. 150 del 2011 cede di fronte a quella del foro del consumatore, la cui specialità continua a prevalere sulla specialità della disposizione testé menzionata, la quale ha invero carattere meramente ricognitivo della disciplina già racchiusa nell’art. 152 d.lgs. n. 196 del 2003”.

Cass., sez. VI, 10 febbraio 2016, n. 2687 (leggi la sentenza)

14 marzo 2016

Pamela Balduccip.balducci@lascalaw.com

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