La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

Proroga per mediare? Te la devi meritare!

La proroga del termine concesso per introdurre il procedimento di mediazione obbligatoria può essere accordata dal giudicante soltanto qualora sussistano validi e fondati motivi per ottenere la rimessione in termini.

È questo il principio espresso, in un recente arresto, dal Tribunale di Cassino, chiamato a pronunciarsi in una controversia avente ad oggetto contratti bancari, avviatasi a seguito di opposizione a decreto ingiuntivo, emesso in favore di un Istituto di credito.

Al fine di meglio comprendere il principio espresso si rende necessaria una breve ricostruzione della vicenda processuale.

In primo luogo, il giudicante, resosi conto del mancato esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione, invitava “la parte che vi abbia interesse” ad attivare, entro 15 giorni, tale modalità alternativa di risoluzione della controversia, anche al fine di soddisfare il requisito di procedibilità della domanda avanzata in giudizio. Nel corso della successiva udienza, fissata per verificare l’effettivo esperimento della mediazione, le parti chiedevano concordemente un rinvio per poter attivare tale procedura, non essendo stata loro comunicata l’ordinanza pronunciata fuori udienza dal Giudice; il Tribunale, dunque, concedeva un nuovo termine, onerando, tuttavia, soltanto parte opponente di assolvere a tale incombente. All’udienza successiva, la difesa dell’opponente, dichiarato il mancato esperimento del tentativo, avanzava una nuova richiesta di proroga del termine, lamentando l’impossibilità di introdurre il procedimento attesa la mancata consegna di una perizia propedeutica in tal senso. Il Giudice, ritenuti non sussistenti i presupposti per la concessione di un’ulteriore proroga, rinviava all’udienza di precisazione delle conclusioni.

Il Tribunale laziale, nella sentenza, rilevava preliminarmente ed in via assorbente ad ogni ulteriore questione, il mancato esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria nei termini fissati, ritenendo le argomentazioni del difensore di parte opponente “prive di rilevanza ai fini della rimessione in termini per l’esperimento della procedura di mediazione”.

Richiamato il dettato dell’art. 156 c.p.c., il quale consente la rimessione in termini della parte che dimostri di essere incorsa in decadenza per causa a lei non imputabile, il Giudice accertava che la responsabilità per il mancato esperimento del tentativo di mediazione non poteva che gravare su parte opponente, non attivatasi in tal senso.

A nulla rilevava, pertanto, la mancata consegna della perizia propedeutica per l’esperimento della procedura, atteso che “le deduzioni di parte opponente non sono idonee a comprovare una decadenza incolpevole, posto che sono carenti sia sotto il profilo allegatorio che probatorio. Ed invero parte opponente non ha indicato l’oggetto della perizia e le ragioni della sua indispensabilità ai fini della instaurazione della procedura di mediazione, né ha provato o quanto meno allegato che la mancata consegna della perizia nei termini utili per dare impulso alla procedura di mediazione sia dipesa da cause a lei non imputabili”.

All’esito di un tale percorso argomentativo il Tribunale dichiarava, dunque, l’improcedibilità della domanda proposta, per mancato esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione, ai sensi dell’art. 5 d.lgs. 28/2010, non avendo nessuna delle parti dato corso alla procedura.

Infine, richiamato il dettato della Suprema Corte (Sentenza n. 24629/15), secondo la quale In tema di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere di esperire il tentativo obbligatorio di mediazione verte sulla parte opponente poiché l’art. 5 del d.lgs. n. 28 del 2010 deve essere interpretato in conformità alla sua “ratio” e, quindi, al principio della ragionevole durata del processo, sulla quale può incidere negativamente il giudizio di merito che l’opponente ha interesse ad introdurre”, il Giudice ciociaro liquidava d’ufficio le spese processuali, applicando i valori medi dello scaglione di riferimento, con esclusione di fase istruttoria e decisionale, ponendole definitivamente a carico di parte opponente.

Tribunale di Cassino, 5 agosto 2019, n. 1027

Andrea Maggioni – a.maggioni@lascalaw.com

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