Marchi e brevetti

Proprietà intellettuale e forum shopping

Tribunale di Milano, Sez. Spec. in materia di impresa, ordinanza 21 gennaio 2015, n. 151 

Una recente ordinanza della Sezione Specializzata in materia di impresa del Tribunale di Milano, precisamente la n. 151 del 21 gennaio 2015, ha affrontato il tema del cd. forum shopping ribadendo principi già noti alla riflessione giurisprudenziale nostrana.

Con tale ordinanza, la Sezione Specializzata in materia di impresa del Tribunale di Milano si è dichiarata incompetente a decidere di una causa in materia di marchi a favore della corrispondente Sezione del Tribunale di Brescia. Nello specifico, Le attrici, titolare e licenziataria di numerosi marchi nazionali e comunitari, avevano citato innanzi al Tribunale milanese dopo aver ottenuto ante causam, contro la stessa parte e innanzi allo stesso Ufficio, un provvedimento cautelare favorevole, una concorrente bresciana per l’accertamento della violazione di propri diritti di marchio e della commissione di atti di concorrenza sleale, l’inibitoria e la condanna al risarcimento dei danni. Le attrici avevano adito la Sezione milanese come quella nella cui circoscrizione “i fatti sono stati commessi” ex art. 120 comma 6 C.p.i., avendo prodotto in giudizio la prova di aver acquistato un esemplare dei prodotti avversari in (asserita) contraffazione presso un rivenditore di Milano.

La convenuta aveva, tuttavia, eccepito l’incompetenza territoriale della Sezione adita a favore della corrispondente Sezione del Tribunale di Brescia, luogo dove la stessa aveva sede e, quindi, foro c.d. generale.

Confermando precedenti della propria e di altre Sezioni specializzate, i giudici hanno osservato che il criterio del forum commissi delicti, nella particolare declinazione di cui all’art. 120 comma 6 c.p.i., può essere validamente evocato solo quando la frazione della condotta censurata posta in essere nella circoscrizione territoriale del giudice adito sia riferibile al soggetto chiamato in giudizio, o almeno ad uno di tali soggetti, “anche con un ruolo secondario nella catena contraffattoria“. La chiamata in giudizio, affianco al produttore, del rivenditore operante nel distretto prescelto per il giudizio costituisce, quindi, una sorta di onere processuale per l’attore che voglia invocare tale criterio alternativo.

Sulla base di queste premesse, la Sezione milanese, lasciando intatto il provvedimento cautelare concesso ante causam, come anticipato, si è dichiarato incompetente a favore della Sezione sorella di Brescia, fissando il termine di tre mesi per la riassunzione.

20 marzo 2015

Franco Pizzabiocca – f.pizzabiocca@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Mario Valentino vs. Valentino

Torniamo ad occuparci della vertenza Riva, ovvero la questione sorta in ordine al diritto d’uso de...

Marchi e brevetti

Il fornitore non è sempre responsabile del trattamento

È stato pubblicato il 7 aprile 2020 sulla Gazzetta Ufficiale il decreto direttoriale che stabilis...

Coronavirus

Il fornitore non è sempre responsabile del trattamento

Da tempo assistiamo al conflitto tra la celebre piattaforma di e-commerce Amazon e le grandi firme, ...

Marchi e brevetti

X