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Pronto un nuovo restyling delle norme UE sul credito al consumo

Per facilitare il sorgere di un efficiente mercato interno del credito al consumo è necessario prevedere un quadro comunitario armonizzato in una serie di settori fondamentali. Visto il continuo sviluppo del mercato del credito al consumo e considerata la crescente mobilità dei cittadini europei, una legislazione comunitaria lungimirante, che sia adattabile alle future forme di credito e lasci agli Stati membri un adeguato margine di manovra in sede di attuazione, dovrebbe contribuire alla creazione di un corpus normativo moderno in materia di credito al consumo”.

Questo è quanto prevede il settimo considerando della Direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, che nell’armonizzare a livello europeo i principi di una materia che nel corso degli anni avrebbe condotto ciascun Stato membro alla creazione di un corpus normativo ad hoc, lasciava trasparire già dal suo varo come fosse necessaria una legislazione comunitaria lungimirante, in grado di adattarsi alle future forme di credito.

Partendo da tale considerazione, è comprensibile perché la Commissione abbia recentemente proposto la revisione della Direttiva 2008/48/CE, che insieme alla proposta di revisione della Direttiva 2001/95/EC relativa alla sicurezza generale dei prodotti (c.d. GPSD – General Product Safety Directive), rappresenta concreta attuazione della nuova agenda dei consumatori, le cui tabella di marcia scandisce il tempo degli interventi necessari ad aggiornare il quadro strategico generale della politica dei consumatori dell’UE, anche da un punto di vista tecnologico.

La digitalizzazione, infatti, ha profondamente modificato il quadro d’insieme, il processo decisionale e le abitudini dei consumatori, imponendo così un upgrade normativo necessario per rimanere al passo con i tempi e far fronte agli sviluppi.

Sarà quindi necessario, in primo luogo adattare la normativa europea al nuovo contesto sociale per assicurare una maggior tutela dei consumatori nell’utilizzo dei dispositivi tecnologici/digitali, per poi passare ad interventi in grado di:

  • migliorare le norme sulla valutazione del merito creditizio, consentendo l’utilizzo di dati specifici il cui esame dovrebbe aumentare le possibilità di prevenire eventuali situazioni di sovraindebitamento;
  • includere tra i prestiti anche quelli più rischiosi attualmente non contemplati dal regolamento UE, come i prestiti inferiori a 200 euro;
  • limitare il costo del credito per i consumatori;
  • supportare i consumatori in difficoltà attraverso l’impiego di specifiche misure di concessione dei finanziamenti e servizi di consulenza sui debiti;
  • introdurre specifici requisiti per le imprese così da valorizzare maggiormente le esigenze dei consumatori, garantendo al tempo stesso che il proprio personale abbia un’adeguata conoscenza e competenza in materia di credito.

Delineato in questi termini il perimetro degli interventi necessari secondo la Commissione Europea, come da scheda informativa sul credito al consumo denominata “Consumer protection revision of the consumer credit directive”, che accompagna la proposta di revisione di cui al comunicato stampa del 30 giugno 2021, non resta ora che attendere il seguito: le proposte della Commissione, infatti, saranno discusse dal Consiglio e dal Parlamento Europeo.

Torneremo quindi in argomento con un nuovo aggiornamento, non appena terminato l’iter previsto per l’esame delle proposte sottoposte dalla Commessione EU.

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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