Polizza Linked, tra normativa applicabile ed onere dell’attore in giudizio

Profilo finanziario, obblighi informativi e forma scritta del c.d. contratto quadro

La Corte d’Appello di Venezia ha confermato che gli obblighi informativi gravanti sull’intermediario devono essere parametrati al profilo finanziario dell’investitore, affermando, inoltre, che la nullità del contratto di negoziazione per assenza della sottoscrizione della banca non può farsi valere in mancanza di altre contestazioni documentali e/o comportamentali.

Un investitore citava in giudizio un noto istituto, contestando in via principale la nullità di alcuni contratti di interest rate swap per carenza della forma scritta e, in via subordinata, la risoluzione degli stessi per inadempimento dell’intermediario ai propri obblighi informativi.

Il Tribunale, in accoglimento parziale delle domande attoree, dichiarava la risoluzione dei derivati condannando la banca al risarcimento del danno. Quest’ultima proponeva tuttavia appello articolando diversi motivi di impugnazione, sostenendo la correttezza del proprio operato. L’investitore, costituitosi in giudizio, proponeva appello incidentale.

La Corte – nel valutare l’adempimento della banca agli obblighi informativi previsti dagli artt. 21 T.U.F. e 28 Regolamento Consob n. 11522/1998 – ha accertato che l’investitore vantava un “alto profilo finanziario”, tale ricostruito sulla scorta delle evidenze documentali acquisite: “Nella scheda finanziaria sottoscritta dal [omissis] il 6.11.2001, prima della stipula del contratto IRS per cui è causa (doc. 9 Banca fascicolo di primo grado), egli ha espressamente dichiarato alla Banca di avere: a) propensione al rischio molto alta (investimenti ad alto rischio con elevate perdite potenziali); b) esperienza molto alta in materia di investimenti in strumenti finanziari (strumenti derivati, azioni non quotate, obbligazioni emesse da Paesi a rischio); c) obiettivi di investimento caratterizzati da prevalenza di rivalutabilità anche con elementi speculativi ad elevato rischio di oscillazione dei corsi (derivati, warrants esteri, fondi immobiliari)”.

Tale elemento – come riferito in motivazione – veniva peraltro confermato dalla pregressa operatività finanziaria dell’investitore (il quale nel tempo aveva acquistato diversi fondi e titoli azionari): “all’epoca dell’investimento per cui è causa, il [omissis] era manifestamente un investitore indirizzato verso investimenti di carattere speculativo e, dunque, con alta propensione al rischio ed avente esperienza elevata nel mercato finanziario”.

Questi rilievi (anche sulla scorta delle testimonianze rese in sede istruttoria) hanno portato la Corte ad accogliere l’appello proposto, accertando che la banca aveva correttamente informato l’investitore.

La sentenza, inoltre, ha rigettato l’appello incidentale proposto e relativo alla presunta nullità del contratto di negoziazione per carenza della forma scritta.

Sul punto la Corte – richiamata una propria recente decisione (Corte d’Appello di Venezia, 15-6-2016, n. 1377) – ha affermato che la nullità in questione non può farsi valere contestando esclusivamente la mancanza della sottoscrizione della banca, tenuto conto peraltro che il documento sottoscritto dal cliente reca la conferma in merito alla effettiva ricezione di una copia del documento debitamente sottoscritta dalla banca.

Corte d’Appello di Venezia, 07/04/2017, n. 771

Carlo Giambalvo Zillic.zilli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Mark to market, sei elemento essenziale e determinabile?

La banca non risponde in solido con il promotore finanziario che opera al suo interno, per il danno ...

Contenzioso finanziario

L’informativa nel contratto

La decisione in esame riguarda un caso di opposizione alla irrogazione di una sanzione da parte dell...

Contenzioso finanziario

Mark to market, sei elemento essenziale e determinabile?

Con una recente sentenza, il Tribunale di Bergamo compone un altro tassello nell’inquadramento dog...

Contenzioso finanziario

X