Diritto dell'Esecuzione Forzata

Produzione dei decreti ministeriali per far valere la nullità delle pattuizioni usurarie.

Tribunale di Mantova, 25 giugno 2015, n. 615 (leggi la sentenza)

Con la sentenza del Tribunale di Mantova del 25 giugno 2015 n. 615, si  pone un freno alle sempre più “inflazionate” opposizioni in materia di usura.

La censura in ordine all’eccessività del tasso di interesse applicato che non faccia alcun riferimento alla durata del finanziamento e al numero delle rate, è generica ed illogica, né può trovare accoglimento la domanda volta ad accertare il carattere usurario degli interessi applicati allorquando l’attore non ottemperi all’onere probatorio con la produzione dei decreti ministeriali che fissano il tasso soglia oltre il quale gli interessi potrebbero definirsi usurari.

Ed infatti trattandosi di atti amministrativi che non appartengono alla scienza ufficiale del giudice, secondo l’organo giudicante, non possono essere valutati se non prodotti dalla parte che intende affermare la nullità delle pattuizioni usurarie.

Nel caso in esame l’opponente attore ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo contestando la legittimazione processuale della banca  per mancata notifica della cessione del credito tra la società erogatrice del prestito e la banca in cui la società era confluita, nonché la pattuizione degli interessi in quanto la somma dei corrispettivi e moratori,  risultando essa “al di fuori del limite legale”.

L’organo giudicante ha rigettato le doglianze di cui all’atto di citazione con condanna alle spese con aumento di 1/3 ex art. 4 comma 8 D.M. n.55/2014.

In particolare con riferimento all’eccezione relativa al difetto di legittimazione attiva il Tribunale  ha precisato che non si tratta di cessioni di credito in senso proprio, piuttosto di vicenda assimilabile alle trasformazioni societarie e come tale disciplinata (con conseguente esclusione dell’obbligo di notifica per impossibilità di notificare agli innumerevoli debitori di ciascuna specifica cessione del credito).

Per quanto riguarda la contestazione relativa agli interessi usurari, il Giudice ha rilevato l’assoluta genericità, in sentenza si legge: “il cliente si è limitato a valutare a spanne  l’eccessività dell’interesse, senza tenere in alcun conto la durata del finanziamento e il numero delle rate. A ciò si aggiunga come parte opponente non abbia in alcun modo prodotto i decreti ministeriali che fissano il limite di legge, ossia il tasso soglia oltre il quale gli interessi potrebbero definirsi usurari”.

21 luglio 2015

Roberta Pisano – r.pisano@lascalaw.com  

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